” “”Su quali fondamenta costruire la nuova epoca storica che emerge dalle grandi trasformazioni del secolo XX?”: è questa “la domanda drammatica che si impone”. Ad affermarlo, ieri sera, il Papa ai giovani della Gmg, durante l’omelia della Veglia di preghiera, celebrata nel Downsview Park. “Il nuovo millennio ha ricordato Giovanni Paolo II si è inaugurato con due scenari contrastanti: quello della moltitudine di pellegrini venuti a Roma nel Grande Giubileo; e quello del terribile attentato terroristico di New York, icona di un mondo nel quale sembra prevalere la dialettica dell’inimicizia e dell’odio”. Per questo, occorre chiedersi: “Sarà sufficiente scommettere sulla rivoluzione tecnologica in corso, che sembra essere regolata unicamente da criteri di produttività e di efficienza, senza un riferimento alla dimensione religiosa dell’uomo e senza un discernimento etico universalmente condiviso? È giusto accontentarsi di risposte provvisorie ai problemi di fondo e lasciare che la vita resti in balia di pulsioni istintive, di sensazioni effimere, di entusiasmi passeggeri?”. E “ritorna la domanda: Su quali basi, su quali certezze edificare la propria esistenza e quella della comunità cui s’appartiene?”. “Il XX secolo ha continuato il Santo Padre ha spesso preteso di costruire la città dell’uomo senza fare riferimento alla ‘pietra angolare’, Cristo, ed ha finito per edificarla di fatto contro l’uomo! Ma i cristiani lo sanno: non si può rifiutare o emarginare Dio, senza esporsi al rischio di umiliare l’uomo”. Ciò, “cari amici, voi lo sentite istintivamente dentro di voi, nell’entusiasmo dei vostri giovani anni, e lo affermate con la vostra presenza qui stasera. L’attesa, che l’umanità va coltivando tra tante ingiustizie e sofferenze, è quella di una nuova civiltà all’insegna della libertà e della pace. Ma per una simile impresa si richiede una nuova generazione di costruttori che, mossi non dalla paura o dalla violenza ma dall’urgenza di un autentico amore, sappiano porre pietra su pietra per edificare, nella città dell’uomo, la città di Dio”. Ed ha concluso: “Lasciate, cari giovani, che vi confidi la mia speranza: questi ‘costruttori’ dovete essere voi! Voi siete gli uomini e le donne di domani; nei vostri cuori e nelle vostre mani è racchiuso il futuro”.