GMG2002: GIOVANNI PAOLO II ALLA VEGLIA, “VOI SIETE I COSTRUTTORI” DI UNA NUOVA “CIVILTÀ” (2)

” “”Su quali fondamenta costruire la nuova epoca storica che emerge dalle grandi trasformazioni del secolo XX?”: è questa “la domanda drammatica che si impone”. Ad affermarlo, ieri sera, il Papa ai giovani della Gmg, durante l’omelia della Veglia di preghiera, celebrata nel Downsview Park. “Il nuovo millennio – ha ricordato Giovanni Paolo II – si è inaugurato con due scenari contrastanti: quello della moltitudine di pellegrini venuti a Roma nel Grande Giubileo; e quello del terribile attentato terroristico di New York, icona di un mondo nel quale sembra prevalere la dialettica dell’inimicizia e dell’odio”. Per questo, occorre chiedersi: “Sarà sufficiente scommettere sulla rivoluzione tecnologica in corso, che sembra essere regolata unicamente da criteri di produttività e di efficienza, senza un riferimento alla dimensione religiosa dell’uomo e senza un discernimento etico universalmente condiviso? È giusto accontentarsi di risposte provvisorie ai problemi di fondo e lasciare che la vita resti in balia di pulsioni istintive, di sensazioni effimere, di entusiasmi passeggeri?”. E “ritorna la domanda: Su quali basi, su quali certezze edificare la propria esistenza e quella della comunità cui s’appartiene?”. “Il XX secolo – ha continuato il Santo Padre – ha spesso preteso di costruire la città dell’uomo senza fare riferimento alla ‘pietra angolare’, Cristo, ed ha finito per edificarla di fatto contro l’uomo! Ma i cristiani lo sanno: non si può rifiutare o emarginare Dio, senza esporsi al rischio di umiliare l’uomo”. Ciò, “cari amici, voi lo sentite istintivamente dentro di voi, nell’entusiasmo dei vostri giovani anni, e lo affermate con la vostra presenza qui stasera. L’attesa, che l’umanità va coltivando tra tante ingiustizie e sofferenze, è quella di una nuova civiltà all’insegna della libertà e della pace. Ma per una simile impresa si richiede una nuova generazione di costruttori che, mossi non dalla paura o dalla violenza ma dall’urgenza di un autentico amore, sappiano porre pietra su pietra per edificare, nella città dell’uomo, la città di Dio”. Ed ha concluso: “Lasciate, cari giovani, che vi confidi la mia speranza: questi ‘costruttori’ dovete essere voi! Voi siete gli uomini e le donne di domani; nei vostri cuori e nelle vostre mani è racchiuso il futuro”.