GMG 2002: LE CONFESSIONI NEL PARCO “DUC IN ALTUM”, PER UN SACERDOTE, COS’È IL PERDONO?

” “(dalle inviate) Per un sacerdote che amministra il sacramento della confessione, cos’è il perdono? Sotto gli alberi del parco “Duc in altum” – dove si stanno svolgendo in questi giorni le confessioni – un giovane francescano statunitense, Padre John Maria Sweeney, con la stola viola in attesa del prossimo giovane, alza gli occhi al cielo e dice: “Quando il perdono di Dio discende in fondo all’anima, questa comincia a vivere di nuovo. E’ la gioia e la pace di Dio che ristora i suoi figli. La persona si sente di nuovo abbracciata da Dio, è più di un’emozione, è qualcosa che accade nel profondo dell’anima. E’ un’esperienza stupefacente per un sacerdote vedere come la grazia del perdono rende le persone gentili e piene di verità, perché sperimentano la riconciliazione e l’amore divino”. Però, osserva, “nella società contemporanea, nel mondo secolare, la parola perdono è usata con troppa leggerezza, senza che le persone se ne assumano in pieno la responsabilità”. Un esempio: “Se qualcuno mi distrugge la macchina, è facile dire: ‘Lo perdono’ e poi comprarmene subito una nuova. Se chiedo perdono per aver bevuto, essermi drogato, per aver picchiato mia moglie e poi faccio di nuovo lo stesso, non ho ricevuto veramente il perdono perché non sono tornato veramente al Padre. Il perdono implica un grande senso di responsabilità per chi lo dà e per chi lo riceve da Dio. Questo vuol dire non peccare di nuovo ed assumere in pieno la responsabilità delle proprie azioni”. Per frate Zbigniew Kowal, polacco di Cracovia, la confessione è “sempre una grande lezione di vita” e “il perdono è l’incontro personale con Dio”: “Per un sacerdote è un’occasione formidabile poter vivere qui questo sacramento, perché i giovani possano riconciliarsi e incontrare il Papa con la gioia del perdono nel cuore”. (segue)