” “Preparare medici e operatori sanitari per i “Paesi di frontiera, cioè Paesi poveri compresi quelli in guerra, è l’obiettivo del corso di perfezionamento in medicina promosso dal Centro per la Cooperazione internazionale dell’Università cattolica di Roma. Direttore del corso è mons. Elio Sgreccia, coordinatori Orazio Ranno e Annarita Morgani. Il corso, teorico e pratico, preparerà su malattie infettive, patologie chirurgiche e ostetriche, antropologia medica, medicina transculturale, bioetica, procreazione responsabile, ong e cooperazione. “Il programma formativo – afferma mons. Sgreccia – mira a formare i partecipanti tenendo conto non soltanto delle esigenze di tipo igienico e sanitario, ma anche antropologico e transculturale”. “In effetti chiarisce Morgani quando un operatore sanitario occidentale va in un paese in via di sviluppo non può utilizzare una medicina ‘tecnologizzata’, ma sostenibile per chi vive in quelle zone, dove ci sono abitudini, culture e religioni diverse”. (Per ulteriori informazioni: tel.063015.5862 4960; www.rm.unicatt.it/cdb). Parte il 1° agosto, invece, l’iniziativa “Volontari di Medicina della Cattolica in Camerun”, promossa dal Centro pastorale dell’Ateneo, in collaborazione con l’Auci (Associazione universitaria per la cooperazione internazionale) e il Centro per la Cooperazione internazionale. Guidati da padre Cristiano Cavedon, assistente ecclesiastico della sede romana della Cattolica, 23 volontari (studenti, specializzandi e docenti) presteranno la loro opera, nel nord del paese, in strutture sanitarie tenute da suore camerunensi, le “Figlie di Maria Yaoundè”, collaborando negli ambulatori e tenendo corsi di igiene e di educazione sanitaria per il personale del luogo. Lo scopo del progetto, in linea con il tema centrale della settantottesima Giornata per l’Università Cattolica di impegno e sostegno ai paesi in via di sviluppo, “è tenere vivo dichiara padre Cavedon lo spirito di missione dei nostri studenti. È importante che l’Università stessa fornisca gli stimoli giusti per spiegare, nella carità concreta, che ognuno deve essere missionario nella sua vita”.” “