” “Sulla prima pagina dei due maggiori giornali italiani, con toni e con stile peraltro diametralmente opposti, si è parlato nei giorni scorsi delle posizioni di personalità ed istituzioni della Chiesa italiana. In gioco erano la recente legge sull’immigrazione, oggetto di uno sconcertante editoriale sul “Corriere” del 22 luglio, e, oggi, il dibattito sulla riforma del mercato del lavoro, con una lunga analisi da parte dell’ex direttore di Repubblica di un confronto in sede di Consulta Cei per la pastorale sociale e del lavoro con Marco Biagi, due mesi prima del suo assassinio, testo già discusso qualche giorno prima sulla “Stampa”. In fin dei conti viene dato atto che nel mondo cattolico oggi si pongono le questioni, si riflette, ci si interroga, si è attenti alla sostanza dei problemi. Purtroppo in Italia tradizionalmente la discussione su temi etici, politici e sociali è filtrata da due lenti deformanti. La prima è l’inveterata tendenza a buttare tutto in politica nel senso più limitato del termine, come gioco degli schieramenti. La seconda è la contrapposizione cattolicilaici, per cui, come annota Eugenio Scalfari, “noi laici abbiamo scarse notizie e ci affidiamo perlopiù ad approssimazioni entrate nell’uso comune”. Il punto è arrivare finalmente a fare a meno di queste lenti proprio di fronte alla realtà ed all’urgenza di riflettere e soprattutto di lavorare per la tutela, la promozione e lo sviluppo della persona umana. Come valore in sé, ma anche e soprattutto nelle concrete scelte legislative e di indirizzo che in questi anni si devono prendere, di fronte ai due grandi motori del sistema globalizzato, il mercato e le tecnologie. “Questione antropologica” è una espressione tecnica e un poco oscura, ma identifica un passaggio col quale tutti dobbiamo oggi fare i conti: di fronte alle trasformazioni nella società, nell’ambiente, nelle tecnologie, come la mettiamo con il valore e la dignità della persona umana? Certo, è un tema in qualche misura filosofico, ma lo ritroviamo di fronte a tante questioni concrete, a tante scelte di questi anni di veloci cambiamenti. La prossima assemblea della Cei, a novembre, sarà sul tema dell’antropologia e già da tempo nel quadro del progetto culturale si lavora sul “futuro dell’uomo”. Qui è schierata la Chiesa e la variegata realtà del “mondo cattolico”. E lo fa con la consapevolezza che, a monte delle inevitabili scelte e divisioni pratiche, sulle singole decisioni legislative e politiche, come si è detto all’ultima assemblea Cei, “è possibile costruire un ampio consenso e genuine collaborazioni con tutti coloro che condividono i fondamenti della nostra civiltà e ritengono di non poter rinunciare alla centralità della persona umana”.