” “”Qualsiasi forma istituzionale acquisirà l’Europa, questa non potrà non tenere conto delle autonomie locali, che rappresentano un contributo importante alla costruzione di un sistema europeo veramente democratico e vicino ai cittadini”. Lo ha affermato ieri sera a Roma il sindaco di Foggia, Paolo Agostinacchio, intervenendo al convegno promosso da Anci (Associazione nazionale Comuni italiani), Upi (Unione delle Province d’Italia) ed Uncem (Unione delle Comunità montane) sul tema “L’Europa per tutti, a un anno dal Libro bianco sulla governance”. Il principio di sussidiarietà, ha proseguito “deve concretizzarsi in una precisa definizione e delimitazione delle competenze che comporti la convivenza di diversi livelli istituzionali”. In Europa, ad avviso di Mercedes Bresso, presidente della Provincia di Torino, occorre pensare a “meccanismi decisionali più partecipativi per gli enti locali” secondo una sussidiarietà che sia “fattore di sinergia e di collaborazione tra le istituzioni”, ma occorre anche “una maggiore semplificazione e flessibilità nell’applicazione delle norme comunitarie che tenga conto delle diversità e delle prerogative locali”. Rilevando la “specificità territoriale delle comunità montane” il presidente dell’Uncem, Enrico Borghi, ha messo in guardia dal rischio di “un’Europa a due velocità, che potrebbe riguardare non solo il divario dell’Est rispetto all’Ovest, ma anche quello di alcuni ‘pezzi’ di territorio all’interno dei Paesi industrializzati, se essi vengono ‘dimenticati'”. Concordano, tutti gli amministratori locali intervenuti all’incontro, sulla necessità che il Comitato delle Regioni, l’assemblea dei rappresentanti di Regioni ed enti locali degli Stati membri istituita dal Trattato di Maastricht, “nel riassetto dei poteri istituzionali dell’Ue, potenzi i propri poteri e diventi organo della stessa Unione”. Perplesso sull’ipotesi di questo “riconoscimento costituzionale” il ministro delle Politiche comunitarie Rocco Buttiglione: ” Le regioni di alcuni Paesi europei – ha spiegato sono dotate di potestà legislativa, le regioni di altri, come la Gran Bretagna, no. Per questo è difficile fare una proposta comune”. E’ preferibile, piuttosto, “chiedere che il patto nazionale che negli Stati federali conferisce un ruolo speciale alle regioni venga riconosciuto all’interno del sistema europeo”. Secondo Buttiglione è poi urgente creare “un rapporto più snello e diretto tra autonomie locali e Unione europea. L’Ue non può e non deve cedere poteri”, ma “secondo il principio di una buona governance deve saper coniugare decisione con articolazione del consenso”.