” “Il disastro ferroviario, avvenuto sabato 20 luglio a Rometta Marea, in provincia di Messina, con un bilancio di otto vittime e oltre trenta feriti, è stato “collegato” al progetto di costruzione del ponte sullo Stretto di Messina. Mons. Giovanni Marra, arcivescovo di Messina, accorso subito sul luogo della tragedia, ha infatti dichiarato: “Non si può fare il ponte sullo Stretto, lasciando la ferrovia con una monorotaia. Il ponte lo vedo valido nella prospettiva che le autostrade e le ferrovie di Calabria e Sicilia concorrono insieme a realizzare sviluppo e sicurezza”. A tale problema è dedicato un servizio, che verrà pubblicato sul prossimo numero del Sir, in cui sono raccolte le voci di esperti della Sicilia e della Calabria. “Sono perplesso sulla desiderabilità di quest’opera faraonica afferma Giuseppe Savagnone, responsabile della pastorale della cultura in Sicilia . Vorrei che si tenessero nel giusto conto una serie di problemi concreti, che dovranno essere affrontati al momento della realizzazione. Temo che potrebbe diventare il simbolo della fatuità, la più grande delle tante opere incompiute disseminate nella nostra isola: ospedali, scuole, autostrade. Cito, ad esempio, l’autostrada Messina-Palermo, ancora non completata, in trentacinque anni di lavoro. Mi chiedo: sono stati affrontati in modo opportunamente attento e dettagliato tutti i problemi relativi all’ambiente e all’ecologia, alla gestione finanziaria e burocratica, agli aspetti tecnici e, soprattutto, il più pericoloso, quello che riguarda le ingerenze della mafia in ogni opera infrastrutturale che abbia un peso economico?”. “Personalmente conclude Savagnone ritengo che non si sia riflettuto sufficientemente. Manca, poi, la premessa fondamentale per un’opera di questa portata: un’amministrazione locale efficiente”. Della stessa opinione Domenico Marino, docente associato di politica economica all’Università di Reggio Calabria. “Si possono avanzare dichiara il docente universitario fondati sospetti sull’utilità economica del ponte sullo Stretto e sulla sua sostenibilità economica, per cui la sua costruzione, in una congiuntura economica in cui è necessario tirare i cordoni della borsa per rispettare il ‘Patto di stabilità’, dovrebbe quantomeno essere oggetto di un ulteriore attento approfondimento”. Più possibiliste le Acli e la Cisl di Calabria, le quali, tuttavia, ricordano che “l’opera non potrà prescindere da complessi problemi di impatto ambientale”.” “” ”