NOTA SETTIMANALE

” “Pubblichiamo il testo integrale della nota Sir di questa settimana – Quale spazio esiste oggi in Italia per una elaborazione ed un dibattito politico-culturale non direttamente avvinto ad uno dei due “poli” nei quali si è strutturato, sia pure con mille problemi ed incertezze, il sistema politico? Si potrebbe schematizzare così il punto di partenza di una discussione avviata sulle pagine del “Mulino” da un intervento di Galli della Loggia e Panebianco. Viene indicato un “obiettivo ambizioso e difficile”: influenzare con il massimo possibile di efficacia il dibattito pubblico, assicurandosi contemporaneamente il massimo possibile di indipendenza dai contrapposti schieramenti. Non ci interessa qui il merito del confronto che si è aperto: i due infatti sono stati accusati di volere semplicemente spostare verso destra l’asse di quella prestigiosa associazione di cultura ed hanno ribattuto con vivacità.” “Ma ci interessa il problema, o più esattamente i due problemi intrecciati: qual è lo stato della cultura politica italiana, evidentemente in relazione con il quadro quantomeno europeo, e nello stesso tempo come togliere al bipolarismo il carattere partigiano e tifoso che lo connota e finisce con l’appiattire e più ancora delegittimare la politica?” “Dovrebbe essere questo lo spazio di elezione del dibattito libero politico culturale e dell’opinione pubblica, dei giornali, delle case editrici, della ricerca storico-politica e sociologica. Certo le condizione del sistema della comunicazione, del sistema universitario oggi sono sotto gli occhi di tutti. Eppure la cosiddetta società civile resta in Italia assai forte e vitale. Sviluppare questo spazio di elaborazione e di dibattito, svincolarlo dagli appetiti di una politica vociante ma debole, sostenerlo nella sua creatività ed indipendenza, è un obiettivo di sistema, un vero e proprio traguardo di democrazia. Anche per offrire ai giovani strumenti e prospettive di vero interesse per la cosa pubblica e per la cultura civica.” “Sono dunque necessari esempi, investimenti e contenuti.” “Sono necessari esempi da parte di istituzioni, di singoli, di associazioni e conseguenti investimenti. E’ necessario che ci siano persone e istituzioni che si prendano a cuore l’investimento in cultura civica, al di là delle tifoserie o delle finalizzazioni politiche. E può essere questo anche il campo di una nuova capacità imprenditoriale. Nello stesso tempo servono contenuti, che non possono troppo discostarsi dal percorso persona, cittadinanza (e dunque welfare), sussidiarietà: una sensibilità politica, culturale e istituzionale insomma che faccia i conti a viso aperto col cambiamento, ma abbia anche l’ambizione di orientarlo tenendo conto in concreto delle esigenze delle persone.