AUSTRIA, DONNE PRETE: LA SANTA SEDE MINACCIA LA SCOMUNICA

” “Con un richiamo ufficiale diffuso oggi dal card. Joseph Ratzinger, la Congregazione per la dottrina della fede “ammonisce formalmente” le donne cattoliche recentemente protagoniste in Austria di un'”ordinazione sacerdotale”, che “incorreranno nella scomunica” qualora entro il 22 luglio non “riconoscano la nullità degli ordini”, “si dichiarino pentite e chiedano perdono per lo scandalo causato tra i fedeli”. Il “monitum” fa riferimento ad un fatto accaduto il 29 giugno scorso: sette donne di varia nazionalità erano state ordinate dal sedicente vescovo Romulo Antonio Braschi. Secondo il documento della Congregazione per la dottrina della fede, la cerimonia è “la simulazione di un sacramento” ed in quanto tale “costituisce un grave delitto contro la divina costituzione”; essa rappresenta inoltre “una grave offesa contro l’unità della Chiesa” in quanto il celebrante è membro di una “comunità scismatica”. Si osserva inoltre che “il fatto accaduto nuoce anche alla giusta promozione della donna”. L’ordinazione era stata preceduta da svariate dichiarazioni da parte di singoli vescovi austriaci, tra cui Maximilian Achern, vescovo di Linz e Paul Iby, vescovo di Eisenstadt, che si erano appellati alle donne, affinché desistessero dall’iniziativa. La conferenza episcopale austriaca aveva espresso la propria posizione ufficiale in occasione della riunione plenaria estiva, svoltasi tra il 17 e il 19 giugno scorso, dichiarando nulla l’ordinazione delle donne, avvenuta “nel disprezzo della dottrina e della tradizione della Chiesa cattolica”. La stampa di lingua tedesca aveva accusato di affarismo i promotori dell’evento, organizzato per mesi “nel più stretto riserbo” e svoltosi in un battello sul fiume Danubio alla presenza di invitati e giornalisti, per aver richiesto ai partecipanti il pagamento di un contributo di 100 euro.