” “Cosa succederà quando il servizio civile diventerà volontario? Come sviluppare questo servizio senza perdere l’esperienza dell’obiezione di coscienza? Quali modalità di rapporto individuare con gli enti locali? Queste sfide sono al centro della riflessione del “Quarto rapporto sul servizio civile in Italia” presentato questa mattina a Roma dalla Conferenza nazionale Enti per il Servizio Civile (Cnesc). “Il servizio civile costituisce un’importante occasione di educazione alla cittadinanza per tutti i giovani”, sottolinea Edo Patriarca, portavoce nazionale del Forum del Terzo Settore. “Una palestra di democrazia e partecipazione alla vita della propria comunità. Auspico che anche la scuola assuma questo tema come prioritario in modo che gli studenti dell’ultimo anno delle superiori possano conoscere questa opportunità”. “Occorre non disperdere il patrimonio di esperienza nel lavorare con i giovani accumulato in decenni di attività sull’obiezione di coscienza”, aggiunge Fausto Casini, vice presidente della Cnesc. “Riteniamo che la difesa della patria continui a essere un impegno importante, Oggi vuol dire anche, se non soprattutto, operare sulle emergenze sociali, in difesa dei cittadini svantaggiati, degli emarginati”, prosegue. “Con la pubblicazione di bandi per 9 mila posti per ragazze e ragazzi non abili alla leva, nel corso di quest’anno avremo la possibilità di sperimentare il servizio civile nazionale che verrà”. Ma i primi dati relativi al primo bando per 1095 posti non sono confortanti. “La novità è la piramide rovesciata: su 590 posti previsti al Nord sono arrivate solo 161 domande, con una copertura del 23% appena”, riferisce il ministro Carlo Giovanardi, delegato del presidente del Consiglio per il servizio civile. “La copertura sale al 60% al Centro e, a sopresa rispetto ai dati tradizionali, all’80% al Sud dove per 262 posti ci sono state 782 domande”. I dati sono, però, antecedenti alla campagna pubblicitaria avviata negli ultimi mesi. Ma c’è chi nega il diritto ad esistere per il servizio civile nazionale. “La provincia autonoma di Trento ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale”, precisa Giovanardi. “Questa conflittualità inter-istituzionale è preoccupante, ma l’impegno del governo è tutto proteso a non disperdere il patrimonio prezioso di questi anni. In autunno apriremo un tavolo di confronto su un progetto modulare”. Gli enti convenzionati per il 2002 sono 6.061 – si legge nel rapporto – in aumento rispetto al 2001 (5.923). Il numero dei posti di impiego sono 86.338, distribuiti per il 56% al Nord (48.765), il 25% al Centro (21.216) e il 19 al Sud e nelle Isole (16.357). In vetta troviamo Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Toscana. I primi enti convenzionati hanno più di 200 posti. La Caritas Italiana offre maggiori possibilità (5.114), più giù troviamo la Confederazione nazionale Misericordie d’Italia (2.563), le Ispettorie Salesiane (900), l’Associazione Compagnia delle Opere (586), le Acli (438), il Centro sportivo italiano (303), l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII (202). Tra i comuni convenzionati spiccano, per numero di posti, Catania (326), Bologna (225), Roma (200), Ferrara (197). In totale i comuni convenzionati sono 3.877 per un totale di 26.086 posti.