Nel messaggio inviato al vescovo di Albano, per il centenario della morte di Santa Maria Goretti, il Papa mette in evidenza il ruolo della famiglia della giovane santa che era rimasta orfana del padre. Giovanni Paolo II prende la famiglia di Maria Goretti come esempio di unità e luogo di santificazione: “La Chiesa – scrive il pontefice – ha sempre riconosciuto alla famiglia il ruolo di primo e fondamentale luogo di santificazione per quanti ne fanno parte, a cominciare dai figli”. Oggi, “è innegabile che molte sono le minacce all’unità e alla stabilità della famiglia. Fortunatamente però, accanto ad esse si riscontra una rinnovata coscienza dei diritti dei figli ad essere allevati nell’amore, custoditi da ogni genere di pericoli e formati in modo da poter affrontare a loro volta la vita con fiducia e fortezza”. Giovanni Paolo II indica infine la vicenda Maria Goretti come esempio del perdono che converte l’aggressore: “Il perdono – spiega il Papa – nel pensiero della Chiesa non significa relativismo morale o permissivismo. Al contrario esso richiede il pieno riconoscimento della propria colpa e l’assunzione delle proprie responsabilità, come condizione per ritrovare vera pace”. Così fece l’assassino della santa che, di fronte al gesto di perdono della vittima e di sua madre, “riconobbe la colpa commessa, domandò perdono a Dio e alla famiglia della martire, espiò con convinzione il proprio crimine e per tutta la vita si mantenne in queste condizioni di spirito”.