“E’ necessario porre una rinnovata attenzione alla qualità dei prodotti e dei messaggi in particolare della televisione, approfondire la riflessione sul rapporto tra televisione e altri mezzi di comunicazione che stanno entrando in tutte le case e in tutte le famiglie”. Lo ha detto oggi a Roma Francesca Santoro, vice presidente del Cnel aprendo i lavori del “Forum degli utenti” promosso dal Consiglio nazionale degli utenti su “Servizio pubblico radiotelevisivo e cittadinanza. La parola agli utenti”. “Non è in discussione – ha detto Santoro – il ruolo di svago o di intrattenimento della televisione ma ciò che colpisce è che aspetti fondamentali della vita delle persone siano marginali nei programmi televisivi”. La televisione, secondo il vice presidente del Cnel, deve essere anche “mezzo di informazione e di linguaggio della nostra vita moderna”. Non si tratta di “imporre censure o regole che riducano la libertà di espressione” ma di “riscoprire e ricostruire un’etica delle comunicazioni ed una cultura della responsabilità che investa tutti i soggetti per costruire un ambiente nel quale possano meglio dialogare e incontrarsi tanto i produttori di informazione quanto i destinatari e utenti”. A denunciare lo squilibrio televisivo italiano è stato Angelo Zaccone Teodosi dell’Istituto italiano per l’industria culturale: “Auditel – ha detto – domina tutto e la voce dei telespettatori non viene ascoltata e interpretata da nessuno. Si registra una tendenziale somiglianza dei principali gruppi televisivi nel palinsesto con un appiattimento dell’offerta ed una crisi dell’industria dei contenuti”. Per superare lo stallo e stimolare il dibattito Zaccone Teodosi ha fatto alcune proposte: “la Rai per assolvere seriamente la sua missione non deve essere finanziata con pubblicità evitando la dittatura dell’audience. Bisogna, inoltre, dare voce agli utenti ‘interpretati’ solo attraverso l’Auditel. A riguardo andrebbe assegnato al Consiglio nazionale degli utenti un ruolo centrale sganciandolo dalla dipendenza ‘strutturale’ dell’Autorità per le garanzie e dotandolo di risorse adeguate con poteri sanzionatori”.