Si è concluso ieri, 4 luglio, a Berlino il congresso organizzato dalla Diocesi ortodossa serba per l’Europa centrale, in collaborazione con la Chiesa Evangelica (EKD) e con la Conferenza episcopale tedesca, dal titolo “Il contributo delle Chiese per la costruzione della società nella Serbia del 21° secolo”. I risultati del convegno sono illustrati in un comunicato congiunto della Conferenza episcopale tedesca e delle altre Chiese. Accanto a vescovi ortodossi ed evangelici, hanno partecipato tra gli altri il vescovo cattolico mons. Franz Kamphaus, presidente della commissione per la Chiesa universale della Conferenza episcopale tedesca e mons. Stanislav Hocevar, arcivescovo di Belgrado; presenti anche un esponente della comunità islamica in Jugoslavia, rappresentanti dei governi serbo e jugoslavo e membri del parlamento federale tedesco. I vescovi cattolici ed evangelici tedeschi hanno sottolineato che la partecipazione attiva della Chiesa è legata all’impegno “competente dei cristiani nella società”. A questo proposito, mons. Hocevar ha auspicato “un rafforzamento del ruolo dei laici ed il superamento dei blocchi tra le Chiese”. I rappresentanti dei governi serbo e jugoslavo hanno riferito sui “colloqui intensi” con le Chiese e le comunità religiose e sulla legge sulla religione, elaborata a seguito di un “dibattito internazionale”. In considerazione degli sviluppi all’interno dell’Unione Europea, i partecipanti hanno evidenziato “la necessità e le possibilità della collaborazione tra le Chiese a livello nazionale ed europeo”. In questo contesto, “le Chiese all’interno e all’esterno dell’Unione Europea” partecipano al dibattito sul futuro dell’Europa sulla base della “Charta Oecumenica – linee guida per una collaborazione più intensa tra le Chiese in Europa”, elaborata in comune. “I tempi sono ormai maturi – conclude il comunicato congiunto – per una prossima conferenza in Serbia”.