“L’accesso alle informazioni è una chiave per accelerare lo sviluppo. Le tecnologie dell’informazione hanno permesso al processo di globalizzazione di procedere con rapidità. Ma ora dobbiamo assicurarci che ciò avvenga con equità”. E’ quanto ha detto mons. Diarmuid Martin, Osservatore permanente della Santa Sede presso l’Ufficio delle Nazioni Unite e delle Istituzioni Specializzate a Ginevra, intervenendo alla prima Sessione del Comitato preparatorio per il “Vertice Mondiale sulla Società dell’Informazione”, in corso a Ginevra. Secondo il capo della delegazione della Santa Sede “se i benefici delle tecnologie delle comunicazioni sono da mettere a disposizione di tutti, specie delle aree più povere, allora la questione delle infrastrutture richiede un’attenzione ed investimenti speciali”. Tali Investimenti devono riguardare anche “le capacità umane per sostenere la creatività delle persone bloccate dalla mancanza di informazioni”. “Una comunicazione libera ed un accesso aperto alle informazioni”, ha aggiunto mons. Martin, “sono strumenti per rilanciare l’integrazione e rafforzare le capacità personali. Una comunicazione aperta promuove la libertà all’interno della società globale. Una comunicazione libera ed onesta è un pilastro essenziale del funzionamento della democrazia. La distorsione della comunicazione ad opera di poteri economici o perfino dei Governi mina alla radice la fiducia dei cittadini verso le istituzioni”. Per questo motivo, si è augurato, infine, mons. Martin, “il Summit non deve creare nuovi antagonismi tra Governi. Occorre stabilire nuovi partenariati di responsabilità. Il buon governo nelle comunicazioni deve facilitare la partecipazione e la solidarietà al servizio del bene comune”.