SALUTE DEL PAPA E STAMPA CATTOLICA

Pubblichiamo una nota Sir a commento dell’informazione di questi giorni sulla salute di Giovanni Paolo II e sui “silenzi” della stampa cattolica – Anche nei giorni scorsi, stampa, televisione e altri mezzi di comunicazione, si sono occupati del Papa: più della salute che della sua missione, più della sofferenza visibile che di quella invisibile, più delle possibili dimissioni che del ministero. Si capisce facilmente l’intento di questa scelta. Di riscontro, si fa notare un certo silenzio della stampa cattolica (Avvenire, in primo luogo), che avrebbe il torto di non spendere “neanche una parola” sul suo possibile ritiro. In realtà non si capisce perché dovrebbe farlo, quando in più occasioni la stessa stampa ha ripetuto la volontà espressa da Giovanni Paolo II di proseguire nella sua missione, restando inchiodato alla sua croce “finché Dio lo vorrà”. E’ chiara a tutti questa sua intenzione. Più volte il Santo Padre si è riferito al suo stato di salute. Persino in occasione degli episodi, che l’hanno costretto a ricoveri ospedalieri, non ne ha fatto mistero, sino al punto di informarne, lui stesso, i fedeli in pubblica udienza in Piazza San Pietro. Se c’è una caratteristica in questo Papa è proprio la trasparenza della sua vita, il condividere, con tutta la Chiesa, i suoi desideri e le sue fatiche, il presente e il domani, le prospettive del suo apostolato. L’ha ripetuto anche nei giorni scorsi di “voler continuare – finché Dio vorrà – nella sua missione”. A queste ed altre esplicite affermazioni, peraltro più volte riprese, che cosa dovrebbe oggi aggiungere la stampa cattolica? Il suo compito non è quello di interpretare con illazioni le parole o addirittura le stesse condizioni fisiche del Pontefice. Le difficoltà che il Papa incontra non sono soltanto relative alla sua salute fisica, ma alle condizioni di un mondo, di una società che sono lontani dal Vangelo e, spesso, sordi ai suoi messaggi. Di queste sue parole si sono fatti e si fanno sempre portatori i media cattolici.