GIOVANNI PAOLO II: UN “GRAZIE SPECIALE” PER IL VIAGGIO IN AZERBAIJAN E BULGARIA

Un viaggio che ha lasciato “un’eco profonda”, e per cui Giovanni Paolo II rivolge un “grazie speciale” al Signore, che gli ha “concesso la grazia di realizzarlo”. Così il Papa ha ripercorso idealmente, nel corso dell’udienza generale di oggi, le tappe del suo 96° viaggio apostolico in Azerbaijan e Bulgaria, cominciato con un “appello” affinché “le religioni si oppongano nettamente ad ogni forma di violenza”. La tappa azera del viaggio, ha ricordato il Pontefice, gli ha fatto incontrare un “piccolo gregge” (120 cattolici) che è “erede di una tradizione spirituale antichissima, condivisa pacificamente con i fratelli ortodossi, in mezzo ad una popolazione prevalentemente musulmana”. La visita a Sofia, invece, è coincisa con la festa dei Santi Cirillo e Metodio, “evangelizzatori dei popoli slavi” ed esempio emblematico, per il Papa, di quel “solido ponte” che “Unisce la Sede di Pietro al popolo bulgaro”. Rafforzare i vincoli di comunione con la Chiesa ortodossa di Bulgaria”: questo, secondo il Santo Padre, uno degli intenti principali del viaggio in Bulgaria, che ha avuto una testimonianza concreta nella “gioia” dell’incontro con il patriarca Maxim. Dell’incontro in Bulgaria con gli uomini di cultura, il Papa ha sottolineato l’importanza del “coniugare fede e cultura” per contribuire “al formarsi delle fondamenta spirituali dell’Europa”, mentre la visita al Monastero di san Giovanni di Rila, “cuore della nazione bulgara e perla del patrimonio culturale mondiale”, è stato un “omaggio al monachesimo orientale, che illumina la Chiesa intera con la sua secolare testimonianza”. Culmine del “breve ma intenso soggiorno in Bulgaria”, ha concluso il Papa, è stata la Messa a Plovdiv, dove Giovanni Paolo II ha proclamato beati tre “coraggiosi testimoni della fede, che preparano una nuova primavera della Chiesa in Bulgaria”, seguita dall’incontro, quello con i giovani, ai quali ha ricordato che “cristo chiama tutti all’eroismo della santità”