Preoccupazione per “le torture e i maltrattamenti commessi dalle forze dell’ordine nel 2001” durante le manifestazioni dei no global a Brescia, Napoli, Genova, con “abusi a danno di manifestanti non violenti e decine e decine di testimonianze inequivocabili” è stata espressa oggi da Marco Bertotto, presidente della sezione italiana di Amnesty international, che ha presentato a Roma il Rapporto annuale 2002 sullo stato dei diritti umani nel mondo. “Non è un fenomeno nuovo di cui parliamo solo con l’avvento di questo o di un altro governo – ha precisato Bertotto -. Da anni denunciamo l’uso eccessivo della forza da parte delle forze dell’ordine. Ma le autorità fanno ben poco per reagire agli abusi, gli strumenti legislativi sono insufficienti (manca in Italia il reato di tortura) e c’è la tendenza a coprire le responsabilità delle forze dell’ordine”. Amnesty chiede dunque al governo l’istituzione di una Commissione d’inchiesta sui fatti di Napoli e di Genova “che affronti anche il problema dell’addestramento delle forze dell’ordine”. “Chiedere indagini sul comportamento della polizia – ha puntualizzato Bertotto – non vuole dire essere a favore dei no global violenti. Perciò ci preoccupa il fatto che gli opinionisti si schierino a favore o contro i no global o la polizia. Ci si dovrebbe invece schierare a favore dei diritti umani”. Amnesty denuncia, in particolare, l’assurdità del dibattito per cui “i diritti umani vengono considerati un ostacolo alla sicurezza”, mentre “essi sono una chiave per ottenere pace, sicurezza, prosperità”. Dopo l’11 settembre, infatti, legittimati dalla lotta al terrorismo, secondo Amnesty sono aumentati in tutto il mondo gli arresti ingiustificati, le esecuzioni extragiudiziali e le persecuzioni delle minoranze politiche o etniche: “negli Usa sono state incarcerate 1.200 mediorientali che verranno giudicati da commissioni speciali, con scarse garanzie legali”, ha detto Paola Cutaia, direttrice della sezione italiana, “in Cina c’è un nuovo attacco alle minoranza musulmane separatiste, in Egitto nuove misure contro presunti appartenenti a gruppi islamici, in Zimbabwe i giornalisti stranieri sono considerati fiancheggiatori del terrore”. E in Russia “la questione cecena ormai equivale alla lotta al terrorismo”: “Ci chiediamo – ha detto a proposito del vertice Nato in corso in questi giorni a Pratica di Mare – se questa alleanza che si sta preparando terrà conto dei diritti umani”.