I vescovi italiani guardano “positivamente” alla “costruzione di significativi rapporti di fiducia tra Paesi storicamente distanti e un tempo in contrasto, così come esemplarmente è dato di intravedere nell’incontro tra la Russia e i Paesi della Nato”. E’ quanto si legge nel comunicato finale – diffuso oggi – della XLIX Assemblea generale della Cei, svoltasi in Vaticano dal 20 al 24 maggio. Nello “sguardo rivolto agli avvenimenti su scala mondiale”, dopo l’11 settembre, i vescovi hanno messo, infatti, “in primo piano la lotta al terrorismo”, sollecitando un “impegno a molteplici livelli”, di cui lo storico accordo siglato oggi a Pratica di Mare è certamente un segno eloquente. Riguardo al processo “costituente” in atto nell’Unione europea, i vescovi sottolineano nel documento il “grande ruolo” che può giocarvi l’Italia, e fanno alcune proposte concrete: “attenzione al lavoro dei parlamentari europei eletti in Italia e di quei parlamentari e responsabili regionali che avranno un ruolo importante nell’accompagnare il lavoro della Convenzione; maggiore attenzione alla problematica europea nelle facoltà teologiche e nelle scuole cattoliche, magari in dialogo con le università e i centri culturali esistenti sul territorio; promozione del collegamento tra aggregazioni laicali nazionali con quelle di altri Paesi e richiesta agli istituti di vita consacrata di non far mancare la prospettiva europea nella loro presenza e testimonianza; maggiore circolazione e informazione sulle prospettive europee attraverso i media ecclesiali e nella ordinaria comunicazione pastorale”. Guardando alla situazione generale del nostro Paese, i vescovi pongono l’accento “sul perdurare della fase di transizione politica che si manifesta con forti tensioni tra maggioranza e opposizione” e ribadiscono “l’urgenza di affrontare le questioni inerenti gli assetti istituzionali e i rapporti tra le istituzioni, come quelle legate agli sviluppi del federalismo, al coordinamento tra autorità centrali e periferiche, ai rapporti tra giustizia e poteri dello Stato, al riemergere del terrorismo politico, al riacutizzarsi delle problematiche socio-economiche”.