“Se è vero che il muro tra l’Occidente e l’Oriente è stato costruito da mani d’uomo, è anche vero che queste mani possono ora abbatterlo”. Lo scrive Mario Gueorguiev, caporedattore del mensile “Istina Veritas” della Conferenza episcopale interrituale bulgara, in un commento scritto per il Sir sulla visita del Santo Padre in Bulgaria. “Dovranno certamente passare degli anni – si legge nel testo -, prima di rendersi conto di tutti i frutti portati dalla visita di Giovanni Paolo II in Bulgaria. A poche ore dalla fine del suo viaggio, si possono comunque già intravedere dei risultati. Innanzitutto, tra i media bulgari che hanno prestato un’attenzione speciale e professionale nei confronti della Chiesa cattolica e ciò accade molto raramente. In secondo luogo si può dire che grazie alla visita del Papa, la maggior parte dei bulgari hanno capito che anche i cattolici sono dei cristiani e che le differenze tra i cattolici e gli ortodossi sono meno di ciò che li unisce. Infine, le autorità bulgare che hanno dimostrato un grande rispetto verso Sua Santità e i cattolici ora sperano che questo rispetto sia un elemento duraturo delle relazioni future”. “La visita – prosegue gueorguiev – è avvenuta al momento giusto: non si sarebbe potuto realizzare prima né avrebbe avuto le stesse conseguenze dopo”. La visita del papa in Bulgaria si è realizzato in un momento di relativa tranquillità nei problemi interni del Paese. “Anche sul piano internazionale – scrive il giornalista – il momento è propizio. La Bulgaria è membro provvisorio del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, spera di poter entrare nell’Unione europea e nella Nato e in un certo incrementare l’autorità del nostro paese agli occhi del mondo”.