Secondo le Conferenze episcopali europee la ricerca di uno sviluppo sostenibile globale “è diventato una questione di sopravvivenza per l’umanità”. Al prossimo Summit delle Nazioni Unite di Johannesburg (Sudafrica, 26/8-4/9/02), “l’Europa può e deve contribuire in maniera decisiva affinché l’Agenda-21 diventi finalmente un percorso vincolante per l’attuazione concreta di uno sviluppo sostenibile”. Tra le priorità elencate nel documento “la solidarietà mondiale nella lotta alla povertà attraverso la tutela dell’acqua potabile e dei terreni agricoli fertili, un ampio accesso all’educazione, alla formazione e all’assistenza sanitaria di base, un progressivo aumento – fino ad una quota del 0,7% del Pil – da parte dei paesi industrializzati d’Europa dei finanziamenti per progetti di sviluppo, sulla base di un calendario operativo vincolante fino al 2010”. Per arrivare a ciò sono necessari dei cambiamenti degli “stili di vita e di lavoro”. “Se non cambiano i valori ed i modelli di benessere nei Paesi ricchi, – affermano le Chiese europee – tutte le innovazioni tecniche non possono condurre ad una riduzione del consumo di natura”. Altra urgenza è rappresentata, poi, dalla “tutela globale del clima attraverso la ratifica del protocollo di Kyoto” così come, “in Europa e altrove, programmi per il risparmio energetico e per l’utilizzo di energie rinnovabili, per la mobilità sostenibile e il rimboschimento”. Tra le proposte, infine, del documento anche quella di “celebrare una liturgia del creato il 1 settembre” di ogni anno. La prossima consultazione delle Conferenze episcopali d’Europa sulla responsabilità per il creato si terrà a Wroclaw (Breslavia) in Polonia dal 15 al 18 maggio 2003. Tema proposto: “La formazione per la responsabilità verso il creato e per uno sviluppo sostenibile”