Mutamenti climatici, biodiversità, emergenza acqua e desertificazione, povertà e centralità della persona. Sono queste le sfide che l’umanità è chiamata ad affrontare nel prossimo futuro e che le Chiese porteranno alla prossima Conferenza “Rio +10” di Johannesburg (26 agosto-2 settembre). Se ne è parlato a Venezia, nel corso dei lavori della IV Consultazione del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee) su lavoro e responsabilità per il creato oggi dedicati, tra l’altro, al contributo delle Chiese d’Europa alla prossima conferenza “Rio +10”. Ad avviso di Antonella Visintin della Rete ecumenica europea per l’ambiente (Ecen) “i mutamenti climatici rappresentano una delle urgenze più gravi che coinvolgono vari altri fattori, non ultimo quella della mobilità umana. Senza dimenticare la scarsità dell’acqua e della desertificazione che rappresenteranno cause di guerre future”. Alla rappresentante dell’Ecen ha fatto eco Stefen Lunte delegato della Comece, la Commissione degli episcopati dell’Unione europea, per il quale “è opportuno insistere sul concetto di sviluppo sostenibile che non è solo mancanza di tecnologie ma anche di uno stile di vita sostenibile”. Il contributo che le Chiese d’Europa possono portare riguarda anche il campo della spiritualità, fondamentale nella ricerca di uno stile di vita sostenibile”. “La lotta alla povertà – ha poi aggiunto – non può non tenere conto delle esigenze dei popoli più poveri ed una questa è certamente l’acqua. Condividere le risorse della terra con i popoli più poveri significa dare loro la tecnologia utile per farlo, come strumenti per rendere potabile l’acqua o per trasferirla da un luogo all’altro”. (segue)