Giovanni Paolo II è “un grande esempio, una forza, un motivo di coraggio ma anche di felicità vera. Spero e prego che Dio dia ancora molti anni a Sua Santità perché possa continuare il suo lavoro e portare avanti l’impegno per l’unità dei cristiani. E’ l’augurio che gli abbiamo rivolto qualche giorno fa per il suo compleanno”. Risponde così il metropolita Gennadios, arcivescovo della sacra arcidiocesi ortodossa d’Italia, all’appello lanciato ieri dal Papa in Bulgaria che ha chiesto a cattolici e ortodossi, un “impegno comune” in difesa della pace e della giustizia. “Le Chiese – dice Gennadios – devono lavorare insieme, collaborare e sentirsi fratelli, per presentare in Europa il Cristo Salvatore del mondo. Credo che la spiritualità cristiana sia preziosissima per il futuro dell’Europa e dell’uomo, per la pace e la prosperità nel mondo. Ma ciò richiede l’unità dei cristiani e l’impegno delle Chiese per la realizzazione della volontà di Dio: che tutti siano una cosa sola”. “L’Europa – ha proseguito il metropolita – ha bisogno dei valori cristiani. Ha bisogno di vivere Cristo, come dice San Paolo, e di viverlo nel cuore, nell’anima, nei pensieri. Solo quando l’Europa avrà questa spiritualità, potrà raggiungere la sua vera meta”. Ma c’è speranza per l’unità dei cristiani in Europa? “Noi – risponde Gennadios – già viviamo questa unità. Il nostro Pateriarca ecumenico Bartolomeo, con la sua azione e il suo pensiero evangelico, ma anche il papa Giovanni Paolo II con le sue direttive, danno entrambi un grande esempio ai cristiani, perchè camminino insieme e realizzino il desiderio espresso da Gesù: che tutti siano una cosa sola. Credo che questo debba essere oggi il grande impegno dei cristiani perchè la divisione dell’unica Chiesa di Cristo è il più grande peccato da loro commesso. Dobbiamo crocifiggere i nostri egoismi, il fanatismo e l’odio. Cristo è morto ed è resuscitato per salvare la nostra umanità. Ora tocca a noi fare la nostra parte: essere salvati e liberati dal grande peccato della divisione dei cristiani”.