ASSEMBLEA CEI: MONS. NICORA, L’EUROPA DEVE RICONOSCERE IL RUOLO “ISTITUZIONALE” DELLE RELIGIONI

Oltre ad un ruolo di “promozione dei valori”, le diverse Chiese e confessioni religiose svolgono anche un “ruolo giuridico” che l’Europa deve riconoscere non soltanto nella sua dimensione “individuale e collettiva”, ma anche “istituzionale”. Lo ha detto mons. Attilio Nicora, vescovo delegato della presidenza della Cei per le questioni giuridiche, nel corso della terza conferenza stampa della XLIX Assemblea generale dei vescovi italiani, che si concluderà domani in Vaticano. Sul piano giuridico, ha sottolineato Nicora riferendosi al contributo delle religioni al “processo costituente” in atto nella Convenzione europea, va riconosciuto “in maniera più completa il diritto alla libertà religiosa”, già sancito a Nizza, nel dicembre 2000, in occasione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Non solo, ha precisato però il vescovo, sul piano individuale o collettivo, ma anche “istituzionale”: esiste, infatti, una “dimensione istituzionale del diritto alla libertà religiosa”, in Italia stabilito dagli articoli 7 e 8 della Costituzione, che prevedono che “la Chiesa cattolica e le altre confessioni religiose vengano riconosciute dallo Stato nella loro capacità di autodeterminazione e di strutturarsi liberamente, agendo di conseguenza nella società”. In secondo luogo, per Nicora, “soprattutto se le competenze dell’Unione tenderanno ad allargarsi”, occorre prevedere “forme legittimamente regolate di confronto e di dialogo tra le istituzioni dell’Unione europea e le chiese o confessioni religiose”, reagendo ad una “tendenza di moda” che “confinerebbe le religioni ad uno degli ambiti della società civile” (segue).