CRISI FIAT: DON G. FORNERO (PASTORALE SOCIALE PIEMONTE), “RIPARTIRE DALLA FIAT PER RILANCIARE TORINO”

“Diversificazione della produzione, nuovi investimenti a favore della ricerca, formazione e riqualificazione del personale” sono queste per don Giovanni Fornero, incaricato regionale della Conferenza episcopale piemontese per la pastorale sociale ed il lavoro e direttore dell’omologo Ufficio della diocesi di Torino, alcune delle urgenze a cui far fronte per superare la crisi che ha colpito la Fiat. “Passare a produzioni di più alto contenuto tecnologico e di più alta qualità. Era questa la sfida che doveva affrontare la Fiat – afferma al Sir don Fornero -. Sfida vinta in parte su Alfa Romeo ma in grave ritardo su Lancia e Fiat auto. La città di Torino – aggiunge – non può non essere legata al passato ma deve sapersi anche proiettare in uno sviluppo tecnologico partendo proprio dalle competenze della città che non è legata solo alla Fiat”. Secondo il sacerdote “Torino può ammortizzare la crisi Fiat. Sarà importante vedere come si comporteranno la stessa Fiat, gli azionisti, gli Enti pubblici e i sindacati”. “Ci vorrà un gioco di squadra – dichiara – che deve coinvolgere anche il Politecnico. Ma serviranno anche investimenti”. In particolare, continua don Fornero, “occorre agevolare quelli che, ad esempio, permettono la ricerca di nuove tecnologie come l’auto ecologica e nuovi motori”. A riguardo il direttore dell’ufficio diocesano si attende dalle Istituzioni “una presa di coscienza adeguata dei problemi in gioco”, dall’azionariato Fiat “un richiamo alle sue responsabilità storiche. Da Torino ha avuto onori ora deve rendersi conto di avere degli oneri” e dai sindacati “non contrapposizione ma dialogo e proposta di chiari piani di sviluppo”. Da parte nostra, conclude don Fornero, “la diocesi si impegna a mettere in campo tutte le sue risorse per creare prospettive interessanti di sviluppo. Un esempio concreto sono le 50 borse lavoro che la diocesi ha istituito nel 1993 con il card. Saldarini”.