Nella Chiesa italiana, il problema della pedofilia “è talmente minoritario che non merita un’attenzione specifica”, visto che la “stragrande maggioranza” dei sacerdoti svolge il suo servizio “con grande fedeltà al Vangelo”. Lo ha detto mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, nel corso della prima conferenza stampa della XLIX Assemblea generale dei vescovi italiani, in svolgimento in Vaticano fino al 24 maggio. Nel corso del dibattito episcopale, ha riferito Betori, si è “rimotivata la fiducia dei vescovi nella stragrande maggioranza del clero italiano”, partendo dalla consapevolezza che “non possono episodi marginali far venir meno la fiducia nella Chiesa e nei preti”, da sempre “in mezzo alla gente”. Rispondendo ad una domanda su presunti 12 casi di pedofilia, che secondo alcune indiscrezioni di stampa sarebbero stati oggetto dell’attenzione dei vescovi, Betori ha smentito categoricamente, precisando che nell’ultimo Consiglio permanente dell Cei “non si è trattato il tema e non è stato fatto alcun riferimento ad episodi concreti”. Episodi del genere, ha aggiunto, sono del resto “talmente marginali che ciascun vescovo assume, nella propria diocesi, l’atteggiamento che ritiene più opportuno”. Non esiste, dunque, alcune “elenco” o “numero” di fatti del genere: “Non abbiamo casi in evidenza – ha informato Betori – né procedure stabilite. Rimane, certo, la possibilità di interventi sia a livello di accompagnamento psicologico per sacerdoti in difficoltà, con apposite strutture, sia a livello canonico, se necessarie”. Ad una domanda su un eventuale “monitoraggio”, da parte della Cei, di casi di pedofilia, Betori ha risposto: “La Cei non è una super-diocesi, non sta a lei monitorare il fenomeno. Il compito di sorveglianza spetta ai singoli vescovi, e può essere eventualmente demandato ai dicasteri della Santa Sede”. Quella che la Cei deve raccogliere, ha concluso Betori, è semmai la “sfida vocazionale”, con un “discernimento fin dagli inizi delle vocazioni sacerdotali, all’interno dei seminari, e con una successiva attenzione alla maturazione equilibrata della personalità dei candidati”.