CARD.SILVESTRINI: L’EUROPA TROVI AL PIÙ PRESTO UN ACCORDO DEFINITIVO SUI TREDICI PALESTINESI ESPULSI (2)

Il cardinale Achille Silvestrini appoggia con entusiasmo l’ipotesi di una conferenza internazionale per risolvere il problema palestinese. “Tutti desideriamo – afferma – che questa conferenza venga organizzata, abbia luogo al più presto e possa porre basi precise per un’intesa tra israeliani e palestinesi. Per la realizzazione di questa conferenza occorre tenere presenti alcuni dati di fondo della questione mediorientale che sono costanti. In particolare, tutti i piani di pace che sono stati formulati in varie circostanze dal 1948 ad oggi, specialmente nel corso dell’ultimo decennio, hanno come elemento comune il riconoscimento all’esistenza di due territori: il territorio dello Stato di Israele e quello del futuro Stato palestinese, pur con le varianti che ogni piano di pace può prevedere per i confini da tracciare. In nessun piano di pace si prevede che tutto il territorio venga definitivamente assegnato a una sola delle due parti”. Ma, prosegue il cardinale, per il successo di questa conferenza “è necessario ricreare le condizioni favorevoli che, per esempio, esistevano in occasione della visita del Papa in Terra Santa, nel marzo del 2000. Giovanni Paolo II in quella circostanza ha incontrato il presidente di Israele, i grandi rabbini, ha visitato il monumento alla memoria delle vittime dell’olocausto e ha depositato una preghiera di perdono nel Muro del Pianto. Ma negli stessi giorni ha incontrato anche Arafat, si è recato in un campo profughi palestinese e ha confermato il diritto di questo popolo ad avere una patria con gli attributi della sovranità. Questo momento felice, nel quale venivano simultaneamente riconosciute le prerogative di entrambe le parti, va in qualche modo riproposto con una creatività di mediazione internazionale capace di sviluppare una cultura di pace”. Quanto ad Arafat, per Silvestrini, “è lui l’interlocutore per la comunità internazionale finché il popolo palestinese lo riconosce. Ora Arafat ha annunciato le elezioni per il popolo palestinese. Questo dovrebbe contribuire a chiarire la situazione. Tuttavia ha anche condizionato lo svolgimento di tali elezioni al verificarsi di alcune circostanze. Forse sarebbe desiderabile anticiparle”.