Il ruolo della dimensione religiosa nella costruzione europea e i modi in cui conciliare questo spazio con il principio di laicità sono al centro del convegno internazionale “Quale laicità in Europa?” che si apre domani 16 maggio a Roma, presso il Centro culturale Saint-Louis de France (fino al 17). Politici, amministratori, storici, filosofi, giuristi e rappresentanti del mondo religioso a confronto su una questione rilanciata anche dal dibattito attualmente in corso sulla Carta dei diritti fondamentali. “Se vi è un consenso sulla definizione di laicità come neutralità dello Stato, e sulla necessità di rifiutare tanto il ‘laicismo’ e la sua ostilità verso i fatti religiosi, quanto ogni forma di collusione tra aspetti religiosi e politici, la questione della neutralità dello Stato è oggetto di varie interpretazioni che conducono a diversi concetti di laicità” spiegano gli organizzatori dell’incontro. “Laicità ‘alla francese’ – specificano – significa ad esempio il primato dell’unità della comunità civile, che di conseguenza relativizza ed esclude dal campo normativo le appartenenze particolari (etniche o religiose), mentre un diverso concetto di neutralità favorisce il riconoscimento dei diritti particolari alle comunità in nome del pluralismo e comporta per lo Stato l’impegno ad integrare nella società e nella nazione le differenti comunità, dando un fondamento giuridico alle diversità di appartenenza”. Due opzioni differenti, esposte al rischio “di eccedere, o nell’affermazione dell’identità, o nell’affermazione delle differenze” e che richiedono, secondo i promotori del convegno “un’adeguata riflessione”. A svilupparla, tra gli altri, lo storico Pietro Scoppola, il giurista Giuseppe Dalla Torre, lo sceicco Khaled Bentounes, il segretario del Pontificio Consiglio della Cultura, padre Bernard Ardura. Concluderà l’incontro il card. Achille Silvestrini, prefetto emerito della Congregazione per le Chiese orientali.