“Noi sazi, loro affamati” è il titolo scelto dal settimanale diocesano “Il Ponte” di Rimini per presentare i servizi dedicati all’aumento di presenze quotidiane presso le mense della Caritas e dell’Opera Sant’Antonio. “Dalle 50 presenze medie dell’estate scorsa – spiega il direttore della Caritas, don Renzo Gradara – siamo passati a Natale a una settantina, per arrivare in questi giorni a 100-110 persone ogni pasto. La presenza più numerosa è quella delle donne dell’Est europeo. Sono una sessantina ucraine, russe, moldave. Stanno iniziando ad aumentare anche gli uomini, invogliati dall’imminente stagione estiva”. Padre Lazzaro, superiore dei Cappuccini del Santo Spirito, spiega che da quando la mensa è stata inaugurata un anno e mezzo fa, ha elargito 35 mila pasti. “A pranzo vanno alla Caritas, a cena da noi”, spiega, “ogni giorno arrivano 100-150 persone in più turni. Possiamo andare avanti, perché c’è l’azione di un’ottantina di volontari e la generosità di tante persone, aziende, parrocchie, oltre che del Banco Alimentare”. Il religioso Cappuccino sottolinea che la maggior parte dei poveri “sono musulmani. Siccome questi hanno poca considerazione per le donne, allora ho messo una regola: prima entrano le signore!”. “Nella riviera sazia e annoiata”, commenta il giornale diocesano, “occorre che si rifletta su questa realtà in crescita. I poveri, affamati e disperati, bussano sempre più alle nostre porte”.