Il dialogo fra la Chiesa e le culture è “vitale” per il “destino del mondo”, e la cultura è “una via privilegiata per comprendere il modo di pensare e di sentire di quegli uomini del nostro tempo che non fanno riferimento ad alcuna credenza religiosa”. E’ quanto scrive il Papa, in un messaggio inviato al card. Paul Poupard, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, in occasione del ventesimo anniversario del dicastero pontificio, creato da Giovanni Paolo II il 20 maggio del 1982, durante il suo primo anno di pontificato, partendo dalla convinzione che “il dialogo fra la Chiesa e le culture è un ambito vitale non soltanto per la nuova evangelizzazione e l’inculturazione della fede, ma anche per il destino del mondo e il futuro dell’umanità”. Durante questi vent’anni, annota il Pontefice, “sono notevolmente mutati i modelli di pensiero e i costumi delle nostre società, mentre i progressi tecnici, con l’avvento delle moderne tecnologie della comunicazione, hanno influito profondamente sui rapporti dell’uomo con la natura, con se stesso e con gli altri”: perfino la globalizzazione, aggiunge il Papa, da fenomeno inizialmente soltanto economico “è diventata ormai un fenomeno che investe anche altri settori della vita umana”. Di fronte a tali “mutamenti culturali”, secondo Giovanni Paolo II, “appare quanto mai pertinente” la riflessione dei padri conciliari che, nella “Gaudium et Spes”, sottolineano “l’importanza della cultura per il pieno sviluppo dell’uomo”. Ma la cultura è manche “una via privilegiata per comprendere il modo di pensare e di sentire di quegli uomini del nostro tempo che non fanno riferimento ad alcuna credenza religiosa”, sottolinea il Papa, invitando il Pontificio Consiglio della Cultura – riunito oggi in Vaticano per fare un “bilancio” della sua attività ventennale – a continuare nello “sforzo costante” di “testimoniare l’interesse della Chiesa per il dialogo fecondo del Vangelo di Cristo con le culture e una fattiva partecipazione dei cattolici alla costruzione di una società sempre più rispettosa della persona umana, creata ad immagine di Dio”.