CEI: AL VIA DA LUNEDÌ LA XLIX ASSEMBLEA GENERALE (2)

L’avvio dei lavori della Convenzione sul futuro dell’Europa aveva, del resto, già dato occasione al Consiglio Permanente di ribadire la necessità che “sia riconosciuto il ruolo, passato e presente, del cristianesimo e delle Chiese nella cultura e nella società europea”. “È necessario – si legge, infatti, nel comunicato finale del marzo scorso – che l’Unione europea si definisca sempre più come soggetto e interlocutore internazionale anche a livello politico e diplomatico, per un suo originale apporto allo sviluppo dei popoli e a una convivenza pacifica”. Un ulteriore discernimento veniva richiesto dai vescovi “per determinare le competenze dell’Unione, quelle dei singoli Stati e quelle delle regioni ed enti locali, ispirandosi al principio di sussidiarietà”. Si era annotato anche, “con amarezza”, che tra le categorie ammesse al “forum” virtuale che accompagna i lavori della Convenzione “manca uno specifico riferimento a soggetti religiosi”, segno quest’ultimo della tendenza “a voler confinare l’elemento religioso alla sola sfera del privato”. E al tema dell’Europa si era riferito anche il card. Ruini, nella prolusione allo scorso Consiglio permanente della Cei, sottolineando che un “contributo di grande importanza” a favore della “costruzione di assetti mondiali più stabili, pacifici e collaborativi” può e deve essere dato “dall’ulteriore sviluppo dell’unità europea”, alla cui “anima” l’Italia, “e in particolare i cattolici italiani, possono molto contribuire a dare molto vigore”, anche favorendo nell’Unione l’ingresso dei Paesi dell’Europa centrale e orientale.