“Il governo spagnolo non ci ha chiesto finora nessuna collaborazione diretta in merito, però siamo soddisfatti di questo gesto e ci rendiamo disponibili per poter mettere anche noi un granello di sabbia nel difficilissimo processo di pace e distensione in Medio Oriente”. Commenta così il cardinale Antonio Maria Rouco Varela, arcivescovo di Madrid e presidente della Conferenza episcopale spagnola, la notizia della disponibilità, da parte del governo spagnolo, ad accogliere alcuni dei 13 palestinesi esiliati in Europa dopo la fine dell’assedio alla Basilica della Natività di Betlemme. Il cardinale Rouco auspica che l’Europa “giochi ancora di più un ruolo fondamentale nella crisi in Terra Santa”: “Non sappiamo se lo sta facendo, se le viene dato spazio e possibilità, però sarebbe bene che assuma in pieno questo compito”. Il presidente della Conferenza episcopale spagnola (Cee) ha aperto oggi a El Escorial (Madrid) i lavori del congresso sociale “America Latina e Unione europea; insieme per il bene comune universale. Il contributo della Chiesa”, organizzato dalla Cee, dalla Comece (Commissione degli episcopati dell’Unione europea) e dal Celam (Consiglio episcopale dell’America Latina). Per la prima volta oltre 170 delegati, tra vescovi, politici ed esperti di gran parte dei Paesi di Europa e America Latina, si incontrano per suggerire al vertice dei capi di governo dei due continenti che si terrà nei prossimi giorni in Spagna (nel periodo della presidente spagnola dell’Unione) indicazioni e proposte concrete. “Le relazioni tra Europa e America Latina hanno già una lunga storia – ha ricordato il cardinale Rouco -. Il congresso vuole articolare questo rapporto in maniera pratica ed efficace, per cercare di influire nelle relazioni politiche tra Unione europea ed America Latina. Questo è un momento molto delicato, dal quale potrebbe uscire un buon programma di aiuti e di futuro fecondo per entrambi”. La Chiesa, ha detto, ha il compito di “ricordare e attualizzare la coscienza dei problemi nel continente latino-americano”, tra i quali la povertà, la criminalità, il narcotraffico, e “di riproporre la sua proposta di visione dell’uomo e della società, dando suggerimenti concreti soprattutto nel campo dei diritti umani e della giustizia sociale”.