DICHIARAZIONE CONGIUNTA DELLE CHIESE DI FRANCIA E GERMANIA: “L’UNIONE EUROPEA SERVA LA PACE” (2)

Le Commissioni “Giustizia e pace” di Francia e Germania chiedono all’Unione europea di dotarsi di una politica estera più efficace. Per giocare un ruolo più deciso a livello internazionale, “l’Unione – si legge nel documento – ha bisogno di una coerenza forte al suo interno e di mezzi per l’affermarla all’esterno” ma soprattutto deve “definire chiaramente ed esplicitamente un interesse collettivo comune”. “Nella pratica – osservano le due commissioni – si constata che il sentimento di questo interesse collettivo non è abbastanza sviluppato: insufficienza che è al tempo stesso causa e conseguenza del fatto che gli Stati membri continuano a perseguire interessi nazionali, a scapito della visibilità e della efficacia dell’azione dell’Unione”. “Le recenti iniziative di Regno Unito, Francia e Germania nella crisi dell’Afghanistan costituiscono un altro esempio di questa preferenza per l’azione nazionale”. Il documento chiede in particolare all’Unione di dotarsi di mezzi e strumenti per “pesare nelle crisi internazionali” e per intervenirvi “come un attore di tipo nuovo”, attivando procedure diplomatiche ed economiche tradizionali e adottando “mezzi (militari e non militari) di gestione della crisi”. A questo proposito, le Commissioni ecclesiali tengono a precisare che “l’impiego della violenza è sempre un male, anche se usata per opporsi ad un male più grande” e che il ricorso alle forze armate deve avvenire “sotto strette condizioni”: “avere una ragione morale per intervenire”; “rispettare il quadro della legalità internazionale”; “valutare che i danni prevedibili non siano più grandi del male che si vuole combattere” e “disporre, per il periodo successivo all’intervento armato, di un progetto politico destinato a impedire che non si ripetano situazioni di ingiustizia o minacce gravi”. “Saremo – assicurano i due organismi – sempre particolarmente attenti agli sforzi di ogni natura, diplomatica, economica ed umanitaria che metterà in atto l’Unione per la prevenzione dei conflitti”. A questo proposito, il documento rilancia la proposta di instaurare “forme di servizio civile volontario” in appoggio alle missioni di aiuto allo sviluppo e gestione delle crisi.