“Mettete al centro del vostro impegno la spiritualità, l’esperienza della Parola e la ricerca di un Dio che sogna e si sente ferito”. Padre Alex Zanotelli è intervenuto questa mattina, presso l’università Lateranense, al 56° congresso nazionale della Fuci (Federazione universitaria cattolica italiana) dal titolo “Il filo d’oro. Tessere trame di solidarietà nella rete delle interdipendenze”. Il missionario comboniano, tornato in Italia da qualche giorno dopo 12 anni trascorsi nella baraccopoli di Korogocho in Kenya, annuncia di voler “dare un’anima, un’istanza etica che parte dalla Bibbia” alla società civile che in Italia si organizza confluendo anche nelle iniziative dei “no global”, per “portare in Europa il grido dei poveri”. Padre Alex non accetta, però, strumentalizzazioni. “Non ho interessi di parte”, commenta. “La società civile deve avere dei propri rappresentanti espressi dalla base. Io sono un prete, un missionario, non un politico”. La Chiesa “ha un ruolo enorme di denuncia e di azione”. “Non si può andare avanti in un mondo in cui il 20% ha l’80% dei beni mentre il quinto più povero della popolazione mondiale si accontenta dell’1,4% delle risorse. Questo è peccato”. La Chiesa è chiamata “a dare esempio di semplicità e sobrietà di vita”. “Abbiamo ridotto i sacramenti a riti pagani. Le prime comunioni, i matrimoni sono uno schiaffo al crocifisso”. “Chiedo a voi, giovani della Fuci”, prosegue Zanotelli, “di rimettere in discussione il vostro stile di vita” e di “coniugare Vangelo e pace”. “Gesù di Nazareth è l’inventore della non violenza attiva. Spetta a voi giovani tradurre in concretezza il suo messaggio”. “Dopo 12 anni di battesimo al limite con l’umano mi sento un convertito. I poveri sono diventati i miei maestri di vita. Due milioni di disperati vivono nell’1,5% di una terra che non posseggono, in baracche di tre metri per quattro, pagando l’affitto, con un bagno ogni mille persone, nutrendosi dei rifiuti della discarica. Più della meta è malato di Aids”. “Dio sogna una società alternativa all’impero dove trionfi un’economia di uguaglianza e una politica di giustizia. Ma il vangelo deve essere preso sul serio altrimenti ogni impegno sarà un ripetere il sistema”.