Gli 8000 giovani giunti da tutto il Centro Sud per partecipare alla XVI edizione del Meeting dei giovani di Pompei, ieri 1° maggio, hanno ricevuto la telefonata del presidente della Commissione europea, Romano Prodi, al quale avevano inviato, insieme ai Focolarini riuniti a Loppiano, una lettera per chiedere un impegno concreto per la pace in Terra Santa. “In partenza per Washington dove abbiamo l’incontro tra Unione Europea e Stati Uniti d’America – ha detto in collegamento telefonico Prodi – l’appello di voi giovani di Loppiano e Pompei è per me di aiuto perché, nel vostro messaggio, parlate di mettere insieme profezia e realismo. In questi incontri, in teoria, prevale soprattutto il realismo, ma se non c’è un po’ di profezia si finisce con non dare neanche un po’ di speranza. Voi di speranza ne avete molta: questo mi fa un enorme piacere perché abbiamo bisogno di sapere che c’è della gente che ci crede, che capisce il tentativo di rinnovare, di andare avanti, di insistere, di non demoralizzarsi mai e di aver lo sguardo lungo”. “L’Europa – ha aggiunto – è pronta ad assumersi le sue responsabilità, come ha sempre fatto, contribuendo con un aiuto economico continuo a mantenere in Palestina la gente e le strutture civiche, gli ospedali, le scuole, la polizia. Questo sostegno va moltiplicato in futuro, ma è indispensabile come precondizione la pace. La storia dell’Unità europea dimostra che si possono anche concretizzare dei sogni, ma c’è bisogno di gente che ci creda”. La telefonata, precedentemente registrata, è stata trasmessa al termine della sezione del Meeting intitolata “Cristiani per un’Europa dei popoli”, cui ha partecipato anche mons. Amédée Grab, presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) che ha ricordato la richiesta del Papa ai giovani di avere una fede radicale. “Gesù Cristo – ha osservato il presidente del Ccee – è la vera pace e tocca ai cristiani trovare la soluzione ai conflitti, perché la vita cristiana dovrebbe trasformare tutto l’uomo”.