TERRA SANTA: CARD. ETCHEGARAY, RISOLVERE “AL PIÙ PRESTO” IL DRAMMA DI BETLEMME E LAVORARE PER IL “CANTIERE” DELLA PACE

“Portare una piccola pietra al grande cantiere della pace”, aperto in una “terra insanguinata”, e “risolvere al più presto la tragica situazione di Betlemme”. Sono questi, oltre alla “solidarietà con tutte le Chiese cristiane” e con i due popoli in conflitto, gli scopi principali della missione del card. Roger Etchegaray, inviato dal Papa in Terra Santa. Giunto oggi a Gerusalemme, il porporato ha rilasciato una dichiarazione – diffusa dalla sala stampa vaticana – in cui afferma di essere arrivato nei Luoghi Santi “in nome del Vangelo” e con lo stesso spirito del Papa, che “ostinatamente non cessa di testimoniare rispetto e fiducia ai due popoli israeliani e palestinesi, entrambi oggi separati ma uniti da un’aspirazione profonda a vivere nella libertà, nella giustizia e nella sicurezza a cui essi hanno diritto”. In particolare, Etchegaray chiede che “sia fatto tutto il possibile per risolvere al più presto la tragica situazione di Betlemme”, sotto assedio da un mese, e affinché “la Basilica della Natività venga restituita a Dio e ai credenti. Tutto si può sperare quando ciascun uomo crede e quando chi crede segue il cammino dell’amore, non della violenza”. Etchegaray, che ha incontrato oggi Moshe Katzav, presidente dello Stato d’Israele, e sarà ricevuto da Yasser Arafat, presidente dellAutorità palestinese, si rivolge nel messaggio anche “ai responsabili dei due popoli israeliani e palestinesi”, assicurando di pregare per “coloro che hanno in mano i destini dei due popoli”, partendo dalla profonda convinzione che “la pace non si costruisce senza le pietre di un vero dialogo”.