GMG 2002: IN CANADA UN ANNO DI VOLONTARIATO PER EVANGELIZZARE ALTRI GIOVANI

Un anno della propria vita dedicato ad evangelizzare altri giovani, viaggiando di diocesi in diocesi o di parrocchia in parrocchia: è quanto succede in Canada, dove la pastorale giovanile sta sperimentando dal ’94 – sulla base di un’idea nata negli Stati Uniti – il “National Evangelization Team” (gruppo nazionale di evangelizzazione). Ogni anno una trentina di giovani scelgono volontariamente di compiere questo servizio, oltretutto senza ricevere nulla in cambio ma pagando loro stessi 4.000 dollari canadesi. L’iter preparatorio richiede diversi mesi, compreso un corso intensivo che può durare da un minimo di sei settimane ad un massimo di due mesi. Nel mese di ottobre di ogni anno i giovani sono pronti per partire, dividendosi in tre gruppi: uno fisso nella diocesi di Kanloops formato da cinque persone (un altro nascerà ad Ottawa tra breve) e due itineranti (ciascuno di 12 giovani) che seguono un percorso stabilito che tocca numerose diocesi. “I risultati sono buoni – spiega mons. Marcel Gervais, arcivescovo di Ottawa e presidente del National Evangelization Team, che ieri ha incontrato nella sua diocesi i 30 giovani italiani che stanno compiendo in questi giorni un ritiro itinerante nei luoghi canadesi della Gmg (18-28 luglio) -. Abbiamo riscontrato una aumento delle vocazioni e dei giovani che si impegnano nella vita parrocchiale. E’ necessario che siano gli stessi giovani ad evangelizzare i coetanei anche perché usano gli stessi linguaggi”. Secondo mons. Gervais, infatti, il problema principale che i giovani incontrano nella loro vita di fede è quello di doversi rapportare con una Chiesa di adulti: “spesso i giovani si sentono stranieri nella Chiesa – afferma – perché gli adulti non sempre comprendono l’entusiasmo che si esprime nel canto, nel ballo, nelle nuove modalità di linguaggio. E’ una questione di gesti: gli adulti devono dire ai giovani che approvano quello che fanno. Nella Chiesa canadese ci sono movimenti gruppi giovanili molto promettenti, ma vanno incoraggiati e coordinati”. La Gmg di luglio potrebbe essere, in questo senso, “una occasione per favorire il dialogo tra generazioni”. E se la Chiesa a volte appare ai giovani un po’ “vecchia”, aggiunge mons. Gervais, “bisognerebbe suggerire a preti e laici di seguire l’esempio del Papa, che è anziano ma è giovane, e li esorta a perseverare nello stile della loro gioventù”.