Gerusalemme spettrale: strade deserte, negozi chiusi, luoghi santi silenziosi. Una Pasqua senza pellegrini, quella di quest’anno. Mentre fuori e dentro la città la situazione può precipitare da un momento all’altro. “C’é molta tristezza e preoccupazione” dicono i giovani cristiani israeliani, che si preparano a vivere una settimana santa difficile. “Rabbia e dolore” sono i sentimenti dei loro coetanei palestinesi che, ancora una volta, non potranno recarsi a pregare nei luoghi santi per le festività imminenti. In questo clima di tensione, prosegue la “missione di pace” dei 25 giovani italiani, arrivati la scorsa settimana, dopo aver ricevuto idealmente il mandato da Giovanni Paolo II durante l’incontro in piazza S.Pietro. Un’iniziativa voluta dal Servizio Nazionale di Pastorale Giovanile della Cei e dall’Ufficio per la cooperazione missionaria tra le chiese. “Siamo venuti a portare il volto della chiesa italiana”, spiega don Giuseppe Andreozzi. La delegazione – in rappresentanza di quasi tutte le regioni italiane e di molte associazioni e movimenti – nella giornata di sabato ha fatto il suo ingresso in territorio palestinese, passando il check point di Kalandia, dove centinaia di persone attendevano, a volte inutilmente, di proseguire. Poi la visita al campo profughi di Al Ama’ri, a 14 chilometri da Gerusalemme, 7 mila persone, che mostrava le ferite dell’assalto israeliano di soli dieci giorni fa. I militari hanno fatto irruzione nelle case distruggendo quanto hanno trovato. Infine l’incontro con Yasser Arafat, nel quartier generale di Ramallah, dove è di fatto recluso dagli inizi di dicembre, anche se, per ora, e’ finito l’assedio dei carri armati. Al leader palestinese i giovani hanno consegnato la lampada della pace di Assisi. Toccante il momento di raccoglimento del gruppo davanti alla lapide che ricorda Raffaele Ciriello, il fotoreporter ucciso a Ramallah due settimane fa. Accanto alla bandiera palestinese sventola il tricolore. La domenica delle Palme ha avuto come scenario Betlemme, dove è stata consegnata un’altra lampada alla parrocchia. A seguire la processione delle Palme, che da Betfage si è snodata sino a Gerusalemme, guidata dal patriarca Michel Sabbah. Ha partecipato anche l’arcivescovo di Canterbury George Carey, in pellegrinaggio in Terra Santa con un gruppo di 70 persone. La delegazione è stata infine ricevuta dal nunzio apostolico, Pietro Sambi. (segue)