PONTIFICIA UNIVERSITÀ LATERANENSE: SYMPOSIUM SU DIRITTO E GIUSTIZIA IN GIOVANNI PAOLO II

Una visione della giustizia ispirata alla legge suprema della salvezza delle anime, preciso diritto-dovere della Chiesa, e il cui esercizio non può ridursi a mero tecnicismo, ma deve costantemente informarsi ai principi di verità, equità, carità e tutela dell’inalienabile dignità della persona umana. E’, in sintesi, quanto emerso dal XII Symposium giuridico-canonistico-civilistico organizzato dall’Istituto “Utriusque iuris” della Pontificia Università Lateranense su “Diritto e giustizia nel pontificato di Giovanni Paolo II. Lineamenta” conclusosi stamani e che ha esaminato sotto il profilo del diritto canonico, privato, pubblico e internazionale gli interventi del Papa in materia di ordinamenti giuridici. Non solo aspetti pastorali e sociali nel pontificato di Giovanni Paolo II: “È intensa anche la produzione legislativa del Papa”, ha osservato questa mattina il Segretario di Stato vaticano, card. Angelo Sodano, ricordandone la promulgazione della nuova Codificazione canonica latina (1983) e di quella orientale (1990), oltre alla Costituzione apostolica “Bonus Pastor” sulla Curia romana e alla nuova Legge fondamentale per lo Stato della Città del Vaticano. Un pontificato, l’attuale, “che ha dovuto innovare molti aspetti delle leggi ecclesiastiche, unendo ‘nova et vetera’”, ha osservato Sodano, e questo “non è che un aspetto della crescita della Chiesa nel corso dei secoli”. Oltre all’attività di legislatore, il Papa ha offerto “significativi apporti nel campo del diritto e della promozione della giustizia”, in particolare “per quanto riguarda il diritto statuale e per ciò che attiene al diritto internazionale” ha rilevato ancora il segretario di Stato, che ha inoltre definito “vera grammatica elementare”, i contributi di Giovanni Paolo II “al concetto di legge naturale e, quindi, di diritto naturale”. “L’esperienza recente – ha ammonito, riferendosi alle questioni sollevate dalla ricerca e dalla bioetica – ha ben dimostrato che la manipolazione della legge naturale comporta anche la manipolazione dell’uomo”.