UCCISIONE DI MARCO BIAGI: IL PENSIERO DI BOBBA (ACLI) E COSTALLI (MCL)

“Quando dalle parole si passa alle pallottole, non si può che fare muro, resistere e opporsi a chiunque pensi che le questioni sociali possano essere risolte a colpi violenti”: lo ha detto al Sir il presidente nazionale della Acli, Luigi Bobba, ricordando Marco Biagi, ucciso ieri sera a Bologna da un commando terroristico. “Questo assassinio è avvenuto quasi a orologeria dentro un clima di scontro sociale e ha colpito un uomo che credeva nelle sue idee ed era capace di proporle con determinazione, in tutti gli ambienti, in un polo e nell’altro, perché credeva nella forza di trasformazione delle idee”. Bobba ha ricordato che Biagi, in quanto esperto di diritto del lavoro, aveva dato importanti contributi in questi ultimi anni, alla riflessione e alle ipotesi politiche di revisione della legislazione sociale del nostro paese. “L’idea della rivisitazione dello Statuto dei lavoratori risale al 1997, quando Biagi lavorava con l’allora ministro Treu. Ha contribuito all’introduzione del lavoro interinale ed è sua la concezione del diritto di formazione, come nuovo diritto per assicurare il lavoro a chi non ce l’ha o lo ha perduto – ha proseguito il presidente delle Acli -. Sempre lui è stato tra gli artefici del ‘Patto di Milano’, l’accordo tra il comune e i sindacati per l’inserimento di lavoratori extracomunitari in attività sociali, in forma temporanea”. Bobba sottolinea che Biagi è stato uno studioso e un tecnico che “credeva nel cambiamento graduale, nelle riforme, nella capacità di innovare tramite il dialogo, il negoziato” (segue).