ARTICOLO 18: BOBBA (ACLI), “DIALOGO, NON SCONTRO SOCIALE”

Un invito al dialogo e al negoziato su tutti i temi che riguardano il lavoro, cercando di smorzare i toni per evitare uno “scontro sociale che non gioverà a nessuno”, arriva da Luigi Bobba, presidente delle Acli, che commenta al Sir il varo della nuova delega sul mercato del lavoro che introduce la possibilità di licenziare senza giusta causa. “La persona non deve essere considerata solo una variabile dipendente dalle esigenze del mercato – afferma Bobba – C’è stato un errore del governo nel modo in cui ha impostato la delega, soprattutto con l’aggiunta sull’articolo 18, un tema caldo che era già stato oggetto di referendum e che ha avvelenato fin dagli inizi il clima. Al tempo stesso c’è stato un errore da parte di Cofferati, che ha brandito subito l’arma dello sciopero generale senza affrontare un negoziato. Un duplice errore che ha portato allo scontro, senza la possibilità di affrontare i problemi veri di tutti i lavoratori che non sono tutelati dall’articolo 18 e che sono fuori dal circuito delle garanzie: 4 milioni di lavoratori atipici, soprattutto giovani, che rischiano di non vedere tutelati i loro diritti”. Bobba chiede dunque al governo “di avere uno sguardo di più lungo respiro per riportare tutti al tavolo negoziale, senza fretta e senza pregiudiziali di partenza”. “I diritti non si possono cancellare in modo superficiale e affrettato – sottolinea -. Serve il dialogo e il negoziato. Il dramma è che coloro che hanno meno rappresentanza rischiano di avere meno voce in capitolo”. “Voglio sperare – aggiunge – che, pur in questo clima, non si dimentichi che i problemi del Paese non si risolvono a colpi di decreti né con manifestazioni di piazza. Richiedono comunque necessità di dialogare e di costruire insieme. Se il governo vuole rappresentare veramente il Paese, un segnale in questa direzione sarebbe l’unica cosa possibile, per evitare che lo scontro si trasformi in una dinamica politica e il merito dei problemi sfugga totalmente”. “Diamoci sei mesi di tempo – suggerisce -, si mettano in campo delle proposte con un negoziato vero per raggiungere l’obiettivo comune di avere più occupazione e migliore occupazione”.