IL PAPA AI SACERDOTI CONFESSATEVI DI PIÙ, LA REMISSIONE DEI PECCATI NON È UN “CONTATTO PRIVATO”

Un invito a “ricorrere personalmente” al sacramento della penitenza, come “valido aiuto nel proprio cammino di santificazione e forma qualificata di direzione spirituale”. E’ quello rivolto oggi, dal Papa, nel messaggio inviato al pro-penitenziere apostolico, mons. Luigi De Magistris, in occasione del corso sul foro interno promosso dalla penitenziaria apostolica. Non è “conforme alla fede”, ha precisato Giovanni Paolo II, “ridurre la remissione dei peccati a un contatto privato ed individualistico tra la coscienza del singolo fedele e Dio”. Il peccato, infatti, “non viene perdonato se non c’è il pentimento personale”, e per i sacerdoti è possibile giungere alla santità “solo col ricorso abituale, umile e fiducioso al sacramento della penitenza”, un “veicolo della grazia indispensabile” nei casi di peccato mortale. Il Papa si è soffermato, in particolare, sull’efficacia “in positivo” della confessione, che “accresce la grazia, corrobora le virtù ed aiuta a mitigare le tendenze ereditate a motivo della colpa di origine e aggravate da peccati personali”. Anche se “nel cammino di ascesi cristiana”, ha precisato il Pontefice, “il Signore può dirigere interiormente le anime in forme che trascendono l’ordinaria mediazione sacramentale”, ciò “non elimina la necessità del ricorso al sacramento della penitenza, né la subordinazione dei carismi alla responsabilità della gerarchia”. Di qui l’importanza di figure come quelle dei penitenzieri apostolici, che “svolgono nel rapporto diretto con la coscienza dei singoli penitenti il ministero della riconciliazione”. Lodando la “dedizione con cui i giovani sacerdoti e candidati al sacerdozio si stanno preparando all’altissimo ufficio di confessori”, Giovanni Paolo II ha ricordato loro che la remissione dei peccati è legata “al ministero ecclesiale o almeno alla seria volontà di ricorrere da esso al più presto, quando nell’immediato non vi sia la possibilità di compiere la confessione sacramentale”.