MEDIO ORIENTE: DONNE IN NERO, “CRISI UMANITARIA NEGLI OSPEDALI IN PALESTINA”

“Il sistematico impedimento ai soccorsi medici da parte delle forze israeliane cominciato all’attacco al campo di rifugiati di Balata, il 28 febbraio, è in chiara violazione del diritto umanitario internazionale”. È la denuncia che arriva oggi dall’associazione “Donne in nero” che evidenzia, in particolare, la situazione a Ramallah dove l’accesso alle cure mediche viene ostacolato in diversi modi. “Nonostante il preventivo coordinamento con le autorità israeliane, – rivela la denuncia – le ambulanze sono state ugualmente colpite provocando la sospensione di tutti i movimenti fino a quando l’autorità israeliana non garantirà la sicurezza delle ambulanze”. A causa delle limitazioni di spostamento e degli attacchi al personale medico e alle ambulanze, “feriti e morti non possono essere evacuati e fino alle 12 di oggi non è stata permessa alcuna evacuazione dei corpi”. A causa della chiusura e del coprifuoco imposto a Ramallah, poi, “gli ospedali non possono ricevere rifornimento sanitario né di cibo”. Anzi alcuni di questi sono stati attaccati. “Il Ramallah Government Hospital – denuncia ancora l’associazione – ha subito la distruzione delle tubature dell’acqua. Di conseguenza, manca l’acqua da ieri. Le linee telefoniche sono state interrotte. Da oggi alle 11, l’esercito israeliano ha proibito l’evacuazione dei feriti al Ramallah Government Hospital, il più grande della città. Per questa ragione, alcuni pazienti sono stati trasportati al meno equipaggiato Arab Medical Care Hospital. L’equipe medica del Ramallah Government Hospital e dello Sheikh Zayed Hospital hanno tentato di fornire assistenza, ma l’esercito israeliano ha sbarrato loro la strada proibendo l’ingresso all’Arab Medical Care Hospital”. Di fronte alla crisi umanitaria negli ospedali l’associazione sollecita l’intervento della comunità internazionale, in particolare degli Usa e dell’Ue, “perché Israele dia garanzia di non ostacolare i soccorsi medici e che gli attacchi agli ospedali, alle ambulanze e al personale medico cessino immediatamente”. Al tempo stesso chiede che “venga aperta un’inchiesta contro ogni azione di attacco alle ambulanze e alle équipe mediche”.