CISF: L’ITALIA E LA SFIDA DEI MATRIMONI “AL PLURALE”

“La crescente presenza di diverse culture, religioni, appartenenze etniche” pone alcune “sfide” che la società italiana “deve affrontare”, se vuole al tempo stesso “salvare” la propria identità e “dialogare” con il diverso. E’ questa la constatazione di fondo attorno a cui è articolato il seminario di studio su “Famiglie, matrimoni, fedi religiose nella società multietnica”, che si svolgerà domani, a Roma (Campidoglio, Sala Protomoteca, ore 9.30) per iniziativa del Centro Internazionale Studi Famiglia (Cisf). “L’età contemporanea – spiega Silvio Ferrari, docente di diritto canonico nelle Università di Milano e Lovanio, tra i relatori del convegno – è contraddistinta da una grande pluralità di percorsi matrimoniali e familiari che si consolidano in modelli di matrimonio e famiglia dotati di diverso grado di riconoscimento giuridico”. Un esempio per tutti: le notevoli diversità tra matrimonio cristiano, ebraico e musulmano. Poligamia, ripudio, ruolo della donna e della religione per il consenso matrimoniale o l’affidamento dei figli: questi, spiega Ferrari, alcuni “nodi” che rendono “problematico”, il rapporto tra il matrimonio degli stranieri residenti nel nostro Paese e le norme stabilite dal diritto italiano in materia. Di qui la necessità, per Ferrari, di “cercare una soluzione equilibrata che tenga conto da un lato dell’identità culturale italiana e dall’altro dagli elementi di trasformazione portati dall’immigrazione di popolazioni extra-europee e dalla frammentazione etica che contraddistingue la società contemporanea”. Secondo dati dell’Ocse, l’Italia è il quarto Paese in Europa per numero di immigrati, che nel 2000 erano circa un milione e mezzo (facendo una media tra le stime del Ministero dell’Interno e quelle della Caritas), pari a meno del 3% della popolazione; un immigrato su cinque, informa l’Ocse, è sbarcato illegalmente sulle nostre coste.