LAMPEDUSA: G.VALLON (APOSTOLATO DEL MARE), “UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA”

“Una tragedia annunciata dinanzi alla quale è possibile solo tacere”. E’ il commento del capitano Giampaolo Vallon, responsabile della “Stella Maris” di Trieste e delegato all’Ue per l’apostolato del mare alla tragedia al largo di Lampedusa in cui un barcone con oltre 80 immigrati, venerdì 8 marzo, è naufragato provocando oltre sessanta annegati e numerosi dispersi. Solo 11 le persone in salvo. “La prima cosa da fare – dichiara al Sir Vallon – sarebbe fermare ed arrestare l’equipaggio che ha imbarcato tutta questa povera gente. Normalmente una barca di 10 metri ha solo 7 posti mentre sul barcone naufragato, a quanto si apprende, vi erano circa 90 persone. Questo significa avere un’instabilità così elevata che basta poco per provocare la tragedia. Se poi c’è mare mosso la situazione diventa ancora più pericolosa”. Riguardo le polemiche scoppiate sulla lentezza e l’efficacia dei soccorsi Vallon afferma che “è difficile esprimere giudizi senza conoscere e verificare le condizioni meteomarine del momento”, anche se riconosce che “prendere a rimorchio un’imbarcazione del genere è difficile, così come l’avvicinamento dato il mare agitato. Basta, infatti, lo spostamento di poche persone o un’onda per cadere in acqua. Quell’imbarcazione insomma, non doveva salpare”. Per evitare il ripetersi di simili tragedie, conclude Vallon, bisogna “fermare questi traghettatori che sanno bene il pericolo che si corre nel caricare decine e decine di povera gente su barconi che sono vere e proprie carrette” e nel contempo “dare accoglienza a coloro che arrivano, non per sfruttarli, ma con pari dignità e pari diritti, offrendo per quanto possibile un lavoro, un alloggio e assistenza”.