“Di fronte ai profondi, significativi e spesso turbolenti cambiamenti che vive il nostro continente”, le Chiese cristiane devono impegnarsi a lavorare a favore della riconciliazione “anziché persistere nella divisione”. Soprattutto in un tempo in cui l’Europa e il mondo sono ancora attraversati da guerre e conflitti. E’ la tesi principale contenuta nella bozza di lavoro che la Conferenza delle Chiese d’Europa (Kek) ha inviato in questi giorni alle chiese membro in vista della XII Assemblea che si svolgerà a Trondheim, in Norvegia, dal 25 giugno al 2 luglio 2003. “Gesù Cristo guarisce e riconcilia – la nostra testimonianza in Europa”, è il tema dell’incontro e del documento che verrà stilato alla sua conclusione. Nel testo che è stato inviato per essere studiato e discusso, le Chiese parlano di ecologia e fanno riferimento alle “ripercussioni sociali negativi di un mercato finanziario mondializzato”. Il testo manifesta anche la preoccupazione delle Chiese per “le sperimentazioni scientifiche e tecnologiche che manipolaano la vita e la morte e le cui conseguenze superano l’immaginazione”. Tra le questioni affrontate dalle Chiese, emerge anche la “sfida della cooperazione ecumenica in Europa”. Il documento vuole lanciare ai popoli del continente un invito a “tenere conto dell’altro” e soprattutto dei migranti, i rifugiati, i fedeli delle altre religioni, le persone che appartengono ad altre etnie. Il tema della guarigione è vista anche nella prospettiva delle “nuove sfide bio-etiche” mentre la questione della riconciliazione è intesa come nuova gestione delle divisioni del passato e dei conflitti di oggi.