“Le donne partecipano sempre di più, si attivano, trasformano la realtà. Si mobilitano per tutelare i propri diritti, segnalano problemi sull’introduzione dell’euro. Partecipano a campagne di informazione sulla diffusione della nuova moneta. Pretendono, in generale, maggiori informazioni e trasparenza”. Questo il ritratto delle donne italiane secondo alcune indagini di Cittadinanzattiva, un’organizzazione che da più di venti anni si occupa di tutela i diritti e di promuovere la partecipazione dei cittadini. Secondo Cittadinanza attiva le donne “cercano servizi di ottima qualità. Se non sono soddisfatte, protestano e difendono i propri diritti più degli uomini e aprono controversie con i gestori dei servizi”. Soprattutto nell’area della salute sono più le donne a segnalare “disagi e disservizi del servizio sanitario nazionale”. Inoltre, a differenza della maggioranza delle organizzazioni ancora guidate dagli uomini, le associazioni dei malati cronici presentano un numero elevato di leader di sesso femminile”. I dati di Cittadinanzattiva fanno emergere però anche le difficoltà e i diritti violati. Le donne, ad esempio, “diffidano degli arrotondamenti di negozianti disinvolti nel tempo dell’euro. Temono per eventuali aumenti dei prezzi provocati dalla moneta unica. Hanno ancora qualche difficoltà nella compilazione dei nuovi assegni in euro. Hanno maggiori problemi di accesso ai servizi rispetto agli uomini. Hanno paura soprattutto di alcune malattie, tra cui i tumori tipicamente femminili, l’osteoporosi, l’artrite reumatoide, l’Alzheimer. Hanno paura per la propria sicurezza quando frequentano le stazioni ferroviarie”.