“Cooperazione”, “collaborazione”, “reciproca fiducia”, per dissipare “la sfiducia e il sospetto” del passato e “superare le differenze ecclesiologiche e dogmatiche” tra la Chiesa cattolica e quella ortodossa, ma anche per “salvaguardare l’identità cristiana dell’Europa. Sono queste, dichiara Sua Beatitudine Christòdoulos, arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, le “parole-chiave” della “visita di contatti e di lavoro” di una delegazione della Chiesa di Grecia, che comincerà domani a Roma e proseguirà fino al 13 marzo. La visita, guidata dal Metropolita dell’Attika, Panteleimon, “si situa sulla scia del pellegrinaggio di Papa Giovanni Paolo II in Grecia”, informa oggi un comunicato del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, e metterà in primo piano gli “attuali sviluppi” a livello dell’Unione europea sul tema del rapporto tra “eredità cristiana e identità europea”, affrontato anche dal Papa nel suo viaggio apostolico del maggio scorso. Giustizia e pace, libertà religiosa, famiglia, dialogo interreligioso: questi, informa la nota, alcuni temi all’ordine del giorno dell’incontro, in cui si affronteranno anche questione legate alla cultura e alla formazione, oltre che a fenomeni come “l’indifferentismo religioso e la secolarizzazione, la mobilità umana, la bioetica”. “La cooperazione e la collaborazione nel far fronte a questioni e problemi di interesse comune – dichiara Christòdoulos annunciando al card. Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, l’invio della delegazione – costituisce la via che gradualmente dissiperà la sfiducia e il sospetto che ci provengono dal passato, e condurrà ad instaurare tra noi una reciproca fiducia, nell’intento di superare le differenze ecclesiologiche e dogmatiche che impediscono l’unione e quella preghiera comune, che dall’unione deriva e che ne costituisce il culmine”.