“FERMIAMO I MERCANTI DI MORTE” – APPELLO CONTRO IL COMMERCIO INDISCRIMINATO DELLE ARMI

“Ci appelliamo alla coscienza di ciascun parlamentare affinché voti contro ogni ipotesi di riforma della legge 185/90, che regola con controlli e meccanismi di trasparenza il commercio degli armamenti”: questa è la richiesta formulata da un vasto numero di organizzazioni, tra cui Amnesty International e Pax Christi, riunite nel cartello “Fermiamo i mercanti di morte”. “Quella legge – prosegue l’appello presentato oggi in una conferenza stampa – fu ottenuta grazie all’impegno di diverse realtà di base per vincolare il commercio delle armi ad alcuni principi etici fra i quali il divieto di esportazione a paesi in stato di conflitto armato o nei cui confronti l’Onu abbia dichiarato l’embargo di forniture belliche e a paesi i cui governi sono responsabili di accertate violazioni dei diritti dell’uomo o, ancora, paesi che ricevendo aiuti dall’Italia, destinino spese eccessive all’armamento militare”. “Il rischio di fondo – ha affermato Francesco Terreno, ricercatore presso l’Osservatorio sul commercio delle armi (Oscar) – è che, tramite la riforma prevista dal disegno di legge n. 1927 già approvato in Commissione, venga meno il controllo sul settore con la definitiva affermazione del motivo commerciale per il quale le armi sono alla pari di qualsiasi altro prodotto”. Controlli sui destinatari intermedi e finali delle armi e vincolatività dei divieti già enunciati dalla legge, sono punti irrinunciabili della campagna. “In un momento in cui si parla molto di lotta al terrorismo – ha aggiunto Nicoletta Dentico di “Medici senza frontiere” – ci sembra molto contraddittorio operare per allargare le maglie del commercio delle armi”.