SANREMO: UN MINUTO DI SILENZIO ALLA FINALE DEL FESTIVAL PER RICORDARE TUTTE LE VITTIME DEL 2001

E’ l’appello lanciato da padre Antonio Rungi, direttore dell’Ufficio della pastorale dello spettacolo della diocesi di Sessa Aurunca (Ce), agli organizzatori del Festival e soprattutto al presentatore, Pippo Baudo. “Per non dimenticare le tante vittime della violenza, dell’odio e delle guerre del 2001 – dichiara padre Rungi – penso che sia opportuno e quanto mai doveroso attuare un minuto di silenzio durante la trasmissione conclusiva del Festival di Sanremo di sabato prossimo”. “Davanti ad una platea mondiale che seguirà il festival di Sanremo – prosegue il religioso – un messaggio del genere potrebbe significare una testimonianza di vicinanza umana e spirituale degli italiani ai tanti drammi che si sono consumati nel mondo lo scorso anno. In particolare il pensiero va alle vittime delle Torri gemelle e del Pentagono in America, a quelle della guerra in Afghanistan e del terrorismo in Palestina”. Secondo padre Rungi si tratta di un appello che “non dovrebbe risultare agli organizzatori fuori luogo, vista la tradizionale sensibilità del Festival a tale riguardo”. “E’ doveroso, infatti, che si gioisca in certi momenti come quelli del Festival di Sanremo che trasmette un messaggio di speranza attraverso la musica, ma è altrettanto doveroso che in manifestazioni così importanti non si perdano di vista i problemi della gente e soprattutto non si rimuova dalle nostre coscienze i drammi e le difficoltà di milioni di persone, toccate quotidianamente dalla sofferenza e dal dolore. Un minuto per ricordare nel silenzio le tante vittime della violenza anche nel nostro Paese – conclude padre Rungi – è un segnale di attenzione da parte del Festival di Sanremo ai veri problemi della gente richiamati, spesso, negli stessi testi musicali proposti nella manifestazione canora sanremese”.