SIREUROPA, SARAJEVO: SI APRE DOMANI IL TERZO INCONTRO DEI VESCOVI DI BOSNIA E CROAZIA

La pastorale dei croati all’estero e la catechesi. Sono le due principali questioni su cui i vescovi della Croazia e della Bosnia-Erzegovina si confronteranno domani a Sarajevo nel corso di una Assemblea comune. L’incontro al quale parteciperanno oltre venti vescovi, si concluderà nel pomeriggio con una messa celebrata nella cattedrale di Sarajevo. E’ la terza volta che i vescovi dei due Paesi si incontrano per discutere di questioni comuni. “Apparteniamo allo stesso popolo e alla stessa lingua – spiega al Sir mons. Pero Sudar, vescovo ausiliare di Sarajevo – è ovvio che abbiamo campi pastorali comuni”. Al centro delle discussioni sarà soprattutto l’insegnamento della religione nelle scuole, in particolare la questione dei libri di testo. “Senza l’insegnamento dei valori religiosi – dice mons. Sudar – siamo convinti che la società, specialmente se distrutta moralmente dalla guerra, difficilmente troverà una via d’uscita e potrà ricostruirsi sulla strada della riconciliazione e della convivenza”. Garantire a tutti l’insegnamento della religione a scuola – ricorda il vescovo ausiliare di Sarajevo – “appartiene alla cultura di una civiltà che vuole e deve aprirsi ad un futuro diverso da quello che abbiamo avuto nel passato”. La presenza nel Paese di popoli che appartengono ad altre confessioni cristiane e religioni “non è un ostacolo”. Lo dimostra l’esperienza messa in atto dalle scuole cattoliche che la Chiesa ha creato fin dai tempi della guerra, puntando da subito alla multiculturalità dell’insegnamento. Pur definendosi cattoliche, in queste scuole infatti “funziona molto bene l’insegnamento della religione islamica. Penso – dice mons. Sudar – che nelle scuole si possa educare al rispetto dell’altro in tutto ciò che è. Se pensiamo invece di evitare le differenze per garantire una comprensione migliore, si genera un imbroglio che ci è già costato molto”.