“Chiediamo che l’Italia si faccia promotrice a livello internazionale di un’iniziativa internazionale volta ad una maggiore severità nel controllo del commercio di armi e ad un maggiore impegno nella prevenzione dei conflitti. Chiediamo pertanto ai parlamentari di votare contro il ddl 1927 in materia di industria della difesa che costituisce un passo indietro per la pace e la giustizia”. Sono le richieste contenute nell’appello “Ritornano i mercanti di morte” promosso da Pax Christi e dall’associazione Obiettori Nonviolenti a cui hanno aderito decine di altre associazioni e di personalità del mondo della politica, della cultura e dell’arte. “Il ddl 1927 – dichiarano Massimo Paolicelli, dell’associazione Obiettori Nonviolenti e don Tonio Dall’Olio segretario di Pax Christi – ratifica l’accordo quadro sottoscritto dall’Italia e da altri cinque Paesi europei nel luglio 2000 per ‘facilitare la ristrutturazione e le attività dell’industria europea per la difesa’”. Con lo stesso ddl, aggiungono, però “si mette mano all’attuale normativa italiana sulle armi, la legge 185/90, da tutti considerata severa e rigida, perché vieta l’esportazione di armi verso Paesi in conflitto o che violano i diritti umani e garantisce controllo parlamentare e trasparenza”. Tutto questo secondo i promotori dell’appello “in un momento alto di lotta al terrorismo sembra una deroga troppo pericolosa”. Domani a Firenze i firmatari dell’appello confluiranno nel ‘Cartello in difesa della 185/90’. Un appello analogo a difesa della 185/90 arriva anche da alcuni lavoratori dell’industria bellica. Secondo quanto rende noto Pax Christi l’appello “chiede ai sindacati di individuare le vie più opportune per la riduzione delle spese militari per difendere ed estendere le limitazioni alle esportazioni di armi previste nella 185/90, per promuovere la riconversione al civile della produzione militare per tutelare l’obiezione professionale alla produzione militare”.